di Enzo Beretta
Ci sono il giudice che ha condannato Totò Riina, il collega che ha definito «lecite» le dieci domande di Giuseppe D’Avanzo all’ex premier Silvio Berlusconi e il procuratore che ha politicamente ucciso Guido Bertolaso tra i candidati alla poltrona di presidente del tribunale di Perugia. Sono sedici magistrati in tutto quelli che hanno presentato domanda per rimpiazzare Aldo Criscuolo in pensione ormai dal 1° gennaio. Ci vorranno mesi prima della nomina. Intanto Umbria24 pubblica i nomi dei pretendenti.
Amanda Knox e i padrini di Cosa Nostra C’è Giancarlo Massei, attuale presidente della sezione penale della Corte d’appello di Perugia: Massei è il giudice che in primo grado ha condannato a 26 anni di reclusione Amanda Knox per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Ecco poi Augusto Lama, la toga che all’inizio degli anni Novanta provò a scoperchiare il pentolone Ferruzzi ricevendo la censura dell’allora ministro della Giustizia, Claudio Martelli, per alcune esternazioni su possibili coinvolgimenti del gruppo con la mafia. Il perugino Silvio Magrini Alunno, anch’egli magistrato di settima valutazione, è un altro candidato alla presidenza insieme al giudice fiorentino Francesco Gratteri (presidente di sezione al tribunale di Firenze) che nel 2000 ha scritto la sentenza di condanna contro Totò ’u Curtu e il gotha di Cosa Nostra per le stragi di mafia del 1992 (dal fallito attentato a Maurizio Costanzo in via Fauro a Roma al massacro di via dei Georgofili, dalle bombe di via Palestro a Milano a quelle di San Giovanni in Laterano nella Capitale) e più recentemente la sentenza del processo Menarini.
Il giudice delle dieci domande di Repubblica a Berlusconi A seguire troviamo il presidente della sezione di Corte d’appello romana, Roberto Reali, che come Mariella Roberti (numero uno del penale di Velletri) ha presentato la propria domanda l’ultimo giorno utile: il 12 settembre. Secondo il primo le domande di Giuseppe D’Avanzo sui casi Noemi e Ruby all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi erano «fondate su fatti veri» e sarebbe stato «strano se nessuno le avesse fatte».
Sottani presenta la domanda l’ultimo giorno Scorrendo la lista ecco i perugini Paolo Vadalà (consigliere di Corte d’appello), Andrea Battistacci (recentemente impegnato nel processo di revisione sul duplice omicidio della giornalista Ilaria Alpi e Milan Hrovatin avvenuto a Mogadiscio nel marzo 1994) e Umberto Rana (quinta valutazione, giudice civile già consigliere giuridico al ministero dello Sviluppo economico). Un altro perugino in lizza è l’attuale procuratore capo di Forlì, Sergio Sottani, protagonista dell’inchiesta sulla «cricca» del G8 che ha travolto l’ex ministro Claudio Scajola destinatario ‘inconsapevole’ di un appartamento al Colosseo e l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso lanciato verso il firmamento. Tra le indagini clamorose di Sottani c’è anche quella sull’archivio riservato del Sismi in via Nazionale dove venivano schedati magistrati e giornalisti.
Md e la toga con l’incarico al ministero Altri nomi: Francesco Vigorito, 58 anni, presidente di sezione a piazzale Clodio, già consigliere del Csm in quota Md, i consiglieri della Suprema Corte di Cassazione Marina Meloni e Vito Di Nicola (già eletto di Area nell’Anm di Salerno, città in cui ha fatto parte del pool antimafia negli anni caldi di tangentopoli). Chiudono Sergio Cutrona (presidente del tribunale dei minorenni di Perugia), Roberto Sereni Lucarelli (giudicante a Ravenna) e Caterina Chiaravalloti (presidente del Palazzaccio di Castrovillari, magistrato dall’età di 25 anni e un trascorso alla Farnesina col ministro Frattini che le assegnò un incarico nel settore della criminalità organizzata e del terrorismo internazionale).

ci sono dei nomi correlati solo all’incarico ricoperto,ma non a giudizi, nè ad attività qualificanti o a pareri prestigiosi…
ci sono dei nomi correlati solo all’incarico ricoperto,ma non a giudizi, nè ad attività qualificanti o a pareri prestigiosi…
Cutrona?