L'avvocato Proietti e Diego Raggi

di Massimo Colonna

La famiglia di David Raggi fa causa allo Stato. Martedì mattina al tribunale civile di Roma, l’avvocato Massimo Proietti depositerà due istanze di citazione a giudizio, una nei confronti della presidenza del Consiglio dei ministri e l’altra per i ministeri dell’Interno e della Giustizia.

TUTTO SULL’OMICIDIO RAGGI

Omicidio Raggi, la famiglia fa causa allo Stato La famiglia del giovane di 27 anni brutalmente ucciso senza alcun motivo in piazza dell’Olmo a Terni nel primo procedimento contesta il mancato adeguamento a una direttiva europea che impone allo Stato italiano di costituire un fondo per le vittime di particolari reati di natura transnazionale, tra cui rientra quello di David, ammazzato da Amine Aassoul, detto Aziz, recentemente condannato a 30 anni. Per l’inadempienza, ha riferito l’avvocato Proietti, lo Stato è già stato condannato due volte dai tribunali di Roma e Torino.

Indicazioni europee La citazione in giudizio si articola in 30 pagine e riguarda dunque le due questioni. La direttiva europea in questione è la 80 del 2004 che imponeva allo Stato di creare il fondo entro il 2005. Fondo però che non è stato creato e per cui lo Stato è già stato condannato da due precedenti condanne. La prima quella del tribunale Torino, poi quella di Roma nel 2013. Entrambi i casi riguardano reati di omicidio, proprio come nel caso Raggi. Ecco dunque che la citazione dell’avvocato Proietti è soltanto la terza in tutta Italia. «Probabilmente – ha spiegato l’avvocato – c’è una scarsa attenzione sulle direttive europee che regolano questa materia». La direttiva europea puntava alla creazione di una fondo per le vittime di reati commessi tra persone con diversi Paesi coinvolti e in particolari contesti, cioè nel caso in cui il responsabile non possa in alcun modo provvedere all’eventuale risarcimento.

I ministeri L’altro procedimento potrebbe trascinare in tribunale i ministeri dell’Interno e della Giustizia, ai quali la famiglia contesta la mancata espulsione di Aziz, condannato per le scorribande marchigiane a 6 anni e 8 mesi. Proprio il giovane marocchino ha recentemente impugnato la sentenza di condanna del gip del tribunale di Terni. «Aziz doveva scontare una pena per reati precedenti – ha proseguito l’avvocato – e se la condanna fosse stata eseguita lui quella maledetta sera del 12 marzo non avrebbe ucciso David. In più doveva essere espulso perché non era nelle condizioni formali di poter restare in Italia dopo la richiesta di protezione internazionale (asilo politico, ndr)».

Aziz fa appello Intanto è stata formalizzata la richiesta di appello da parte della difesa di Aziz, rappresentata dall’avvocato Giorgio Panebianco. Dunque la difesa chiede una nuovo giudizio di merito sulla vicenda dopo la condanna a 30 anni in primo grado. In particolare la linea difensiva è quella che punta al riconoscimento dell’omicidio preterintenzionale, meno pesante a livello di condanna rispetto al volontario contestato in primo grado.

Diego va avanti Alla conferenza organizzata nello studio dell’avvocato Proietti era presente anche Diego Raggi, fratello di David. «Ovvio che le questioni economiche – ha spiegato – non potranno mai essere paragonate all’importanza di aver perso mio fratello. Ma questa per noi è una battaglia civile che guarda anche al futuro, a chi si troverà in questa situazione da qui in avanti. Quello che fa più rabbia è il procedimento del rito abbreviato, che riduce la pena e che a volte non rende piena giustizia dei fatti accaduti. Per questo noi andiamo avanti e saremo presenti in tutti i gradi di giudizio di questa vicenda».

Twitter @tulhaidetto

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Omicidio Raggi, la famiglia fa causa allo Stato per mancata espulsione di Aziz: «Violata norma Ue»”

  1. mi viene in mente il servizio in Rai TV dove si vedevano i migranti scappare dal centro di accoglienza mentre passavano le jeep dell’esercito, chi scavalcava la rete di recinzione, chi correva nei campi, sì lo Stato non è “stato” all’altezza dell’emergenza, anzi della situazione che ormai non è emergenza ma consuetudine da anni…

Comments are closed.