di Massimo Colonna
«Chiedo scusa alla famiglia Raggi. Perdonatemi. Ho sbagliato tutto». Così Aamine Assoul, detto Aziz, il marocchino che nella notte tra il 12 e il 13 marzo scorsi ha ucciso David Raggi, ha dichiarato all’imam di Terni, Mimoun El Hacmi. L’incontro tra i due si è svolto la settimana scorsa nel carcere di Terni, durante una visita programmata. Intanto Diego Raggi, fratello di David, si dichiara disponibile ad incontrare i famigliari di Aziz: «Quando vogliono sono benvenuti a casa nostra».
L’INTERVISTA ALL’AVVOCATO PROIETTI
L’urlo del killer «Aassoul era disperato, mi ha detto di chiedere perdono alla famiglia di David per quello che ha fatto – ha spiegato l’imam di Terni Mimoun El Hacmi in una intervista alla trasmissione di Giancarlo Magalli ‘I fatti vostri’ andata in onda martedì mattina – Me lo ha detto quando sono andato a trovarlo in carcere. Mi ha spiegato – prosegue l’imam raggiunto poi al telefono – che lui quel giorno era fuori di sé per problemi in famiglia. Aveva litigato con i genitori e poi era uscito di casa. Poi è successo quello che è successo. E’ disperato, mi ha detto che voleva fare dei figli e avere una vita normale. Ora è disperato».
L’ARRIVO DEL FERETRO
DIEGO CONSEGNA FIORI AGLI IMMIGRATI
FUNERALI: FOTOGALLERY
LE PAROLE DEL VESCOVO
Ma che ce l’ha con noi? Ospite in trasmissione anche Diego Raggi che ha ricostruito gli ultimi attimi di vita del fratello, svelando un nuovo particolare. «Quando l’assassino è uscito dal locale gli è corso incontro, David era con un amico. ‘Cosa guardi?’, ha detto il marocchino, e l’amico di David ha chiesto: ‘Ma che ce l’ha con noi?’. Poi è stato un attimo, David è stato colpito e si è subito reso conto della gravità della ferita, tanto che ha detto agli amici di dirci che ci voleva bene». Diego ha poi rinnovato l’appello, suo e dei suoi genitori, a non far prevalere odio e sentimenti razziali. «Abbiamo già incontrato gli esponenti della comunità marocchina – ha spiegato – e siamo aperti anche ad incontrare i genitori di Aziz. Quando vogliono sono i benvenuti a casa nostra».
LE ULTIME PAROLE DI DAVID
LE PAROLE DEL PADRE
LE PAROLE DI DIEGO
Valter e quei minuti terribili Valter, il padre di David, ha ricostruito poi i minuti terribili di quella notte. «Ero a casa, mi è squillato il cellulare intorno a mezzanotte, mia moglie era fuori per il turno di notte. Era una mia amica che mi diceva di correre al pronto soccorso, perché avevano colpito David. Siamo andati io e mio figlio. Quando siamo arrivati, mi hanno chiamato dentro e mi hanno detto quella parola che non volevo sentire. E’ stato terribile. E’ dura ora ripartire. Ci facciamo forza noi tre, io, mia moglie e mio figlio».
IL GIP: «MACCHINA DA GUERRA CRIMINALE»
AZIZ NON RICORDA NULLA DI QUELLA NOTTE
Nuova fiaccolata e firme Intanto gli amici di David hanno organizzato una nuova fiaccolata, programmata per il 12 aprile, ad un mese da quella tragica sera. L’iniziativa partirà da palazzo Spada per terminare a piazza dell’Olmo. Prosegue intanto la raccolta di firme, online e cartacea, per intitolare la piazza a David. Le sottoscrizioni sono arrivate intorno a quota 4.000.

NIENTE SCUSE!!!!!!!!!!!!!!BASTA CON QUESTO BUONISMO!!!!!!!!!!!!!!!