di Massimo Colonna
Migliaia le persone che fin dalle 14 hanno iniziato ad affollarsi in Duomo per abbracciare un’ultima volta David Raggi. In silenzio e sotto una leggera pioggia, familiari, amici e conoscenti hanno raggiunto la cattedrale per dire addio a quel giovane dal sorriso buono, sempre pronto ad aiutare gli ultimi, ucciso barbaramente in piazza dell’Olmo con una bottigliata.
FUNERALI: FOTOGALLERY
VIDEO: ARRIVO DEL FERETRO – L’OMELIA
Funerali commoventi Grande commozione, durante i funerali in Duomo. Migliaia di ternani non hanno voluto mancare. Tra le autorità presenti il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, nella giornata di lutto cittadino e la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, in rappresentanza della Giunta regionale. La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha inviato dei fiori. «La soppressione dell’altro – ha detto il vescovo Giuseppe Piemontese durante l’omelia – nasce dal fatto che non viene accolta la diversità. Caino frustrato non accetta Abele gratificato. L’omicidio nasce dall’uomo che accetta solo se stesso e altri uomini come se stesso». «David – ha aggiunto padre Piemontese – era un giovane generoso, amante della vita, che con la sua testimonianza insieme a tanti giovani contribuiva a purificare l’aria della nostra città dai virus che favoriscono violenza, insicurezza, intolleranza e razzismo». Il vescovo ha sottolineato come «il non senso della morte, specie una morte cosi’ tragica trova nel credente il conforto che viene dall’alto. Fin dal momento della morte di Dadiv tutti noi abbiamo manifestato con gesti e con parole non solo il dolore, l’affetto e la vicinanza alla famiglia Raggi ma anche l’indignazione, la rabbia nei confronti di chi direttamente o indirettamente c’entra in questa sciagura. Grazie alla famiglia Raggi per la dimostrazione di compostezza civile ed esempio di fede e di cristiana accettazione nella comunità di Dio». Oltre ai familiari e a tanti cittadini, che hanno affollato il Duomo di Terni per le esequie, presente con uno striscione anche la comunita’ straniera: “La consulta per l’integrazione di Terni èvicina alla famiglia Raggi. Uniti dobbiamo combattere ogni forma di violenza”. Al termine dei funerali, fuori dalla chiesa sono stati lanciati il aria tanti palloncini colorati.
AZIZ: «DI QUELLA NOTTE NON RICORDO NULLA»
GIP: «AZIZ E’ UNA MACCHINA DA GUERRA CRIMINALE»
Gip scrive al ministero Intanto il caso Raggi finisce sui banchi del ministero dell’Interno. Il giudice per le indagini preliminari Maurizio Santoloci, che lunedì pomeriggio ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Aassoul Amine dopo l’interrogatorio di garanzia, ha inviato le carte al prefetto Gianfelice Bellesini e al questore Carmine Belfiore per far arrivare la questione direttamente al tavolo del ministro Angelino Alfano. L’obiettivo è porgere all’attenzione dei massimi esponenti nazionali il contesto in cui è avvenuto l’omicidio Raggi, cioè le «troppe maglie larghe e le zone d’ombra nelle normative che regolano l’immigrazione» che hanno permesso all’omicida di essere «sostanzialmente regolare al momento dell’atto criminale».
LE ULTIME PAROLE DI DAVID
IL PADRE: «I DUE POLIZIOTTI MI HANNO CHIESTO PERDONO»
IL FRATELLO: «DAVID NON DIVENTI SIMBOLO DI LOTTA A IMMIGRATO»
Zona d’ombra Nell’ordinanza il giudice parla proprio di «maglie larghe delle normative», riferendosi al fatto che il marocchino al momento dell’omicidio, era in uno stato sostanzialmente regolare dal punto di vista della sua permanenza sul suolo italiano. Aassoul Amine infatti era rientrato in Italia da Lampedusa nel 2014. A quel punto aveva presentato richiesta d’asilo politico, che però gli era stata respinta. Così aveva presentato ricorso al tribunale di Caltanissetta. Ricorso su cui l’autorità non si era ancora espressa. Ed ecco il motivo per cui il marocchino non poteva essere espulso. Questa zona d’ombra secondo il gip Santoloci merita di essere portata all’attenzione delle massime cariche.
COSA GUARDI? E LO UCCIDE
FOTOGALLERY: LUOGO DEL DELITTO
VIDEO SUL LUOGO DELL’ACCADUTO
La Boldrini Intanto la presidente della Camera Laura Boldrini martedì mattina ha telefonato a Valter, il padre di David. “Ho chiamato Valter – scrive la Bolrdini su Facebook – per fargli sentire la vicinanza mia e delle istituzioni in questo momento di indicibile dolore e ho voluto ringraziarlo per la lezione di civiltà che ha dato a tutti noi nel commentare le tante reazioni a sfondo razzista divulgate sul web. Le parole della famiglia Raggi (che subito dopo l’omicidio hanno promosso diversi appelli alla non violenza e al rispetto delle diversità, ndr)sono parole d’amore, di lungimiranza e di generosità. Sono parole che fanno onore al nostro Paese. Ho invitato il signor Valter e la sua famiglia a Montecitorio. Quando se la sentiranno sarò contenta di conoscerli».
