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Il maggiore Mela e il colonnello Tuzi (Foto F.Troccoli)

Più di 630 mila euro tra fabbricati, quote societarie e altri beni. A tanto ammonta il sequestro preventivo per equivalente operato nei confronti di due imprese dell’eugubino dalla guardia di finanza di Perugia per non aver versato i contributi ai propri dipendenti. Una nuova operazione nell’ambito della stretta contro l’evasione e l’elusione fiscale impressa negli ultimi mesi.

Le due società eugubine L’operazione ha messo nel proprio mirino due società operanti nel settore dell’informatica e della meccanica industriale, a cui sono stati sequestrati 6 fabbricati, 1 terreno, 1 motociclo, diverse quote societarie, conti correnti postali e bancari per un valore equivalente di circa 630 mila euro.

Le somme evase Le società eugubine coinvolte avevano omesso di versare ritenute operate ai lavoratori dipendenti dell’importo complessivo di 318 mila euro e avevano omesso di versare l’Iva per un importo complessivo di 312 mila euro relativo al periodo successivo a gennaio 2008, per un totale complessivo di 630 mila euro. Agli imprenditori sono state contestate le ipotesi di reato di cui all’art. 10 bis e 10 ter del D.Lvo 74/2000 cioè l’omesso versamento di ritenute certificate.

Il commento Il comandante provinciale della gdf di Perugia, il colonnello Vincenzo Tuzi, ha evidenziato come «la brillante operazione condotta dai finanzieri Eugubini sia l’esempio più significativo dell’attività di polizia economica e finanziaria quotidianamente svolta dai militari della guardia di finanza che, anche grazie alla perfetta sinergia con l’autorità giudiziaria inquirente, sfrutta tutti gli strumenti normativi messi in campo dal legislatore per combattere il pericoloso fenomeno dell’evasione fiscale nei suoi multiformi aspetti».

La legge applicata I finanzieri della Tenenza di Gubbio, agli ordini del luogotenente Paris e sotto l’egida della procura della Repubblica di Perugia, hanno applicato i dettami della legge finanziaria del 2008, che prevedono l’aggressione dei beni dell’evasore fino all’ammontare della somma non versata. Pertanto attraverso questo strumento a disposizione è oggi possibile sottoporre a sequestro i beni non direttamente connessi al reato ma che siano nella disponibilità dell’evasore fiscale, anche prima della condanna definitiva, in seguito alla quale i beni sequestrati potranno essere confiscati ed acquisiti al patrimonio dello Stato.