Il 19 agosto scorso era andato all’ospedale di Branca dicendo di aver mangiato un osso di coniglio e che gli era rimasto nella gola. I medici lo accolsero in pronto soccorso e cercarono di controllare se realmente quell’osso fosse lì, ma non lo individuarono.
Esofago bucato Due giorni dopo l’uomo tornò nuovamente in pronto soccorso a dire che sentiva dolore e che nel punto in cui lo sentiva gli si era rigonfiata la gola. A quel punto lo ricoverarono e si accorsero della perforazione dell’esofago.Il 66enne venne trasferito all’ospedale di Perugia e venne sottoposto a più interventi chirurgici, ma nessuno riuscì a risolvere il danno causato dall’osso e l’uomo è morto dopo un lungo ricovero.
Indagati I famigliari a quel punto hanno sporto denuncia e il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini ha iscritto sei medici nel registro degli indagati: quattro dell’ospedale di Branca e due del Santa Maria della Misericordia di Perugia.
Autopsia Mercoledì all’ospedale di Perugia, il medico legale Massimo Lancia, affiancato tra gli altri dai medici legali Sergio Scalise Pantuso ( nominato dalla famiglia dell’uomo deceduto) e Laura Paglicci Reattelli, ha effettuato l’autopsia sull’uomo. L’esame ha stabilito quanto era già dato per scontato e cioè che la morte è sopravvenuta per le lesioni causate dalla perforazione dell’esofago con l’osso.
