La gdf smantella giro di usurai

Smantellata organizzazione di usurai. La guardia di finanza di Napoli ha scoperto un giro di usura e di estorsione con tassi di interessi fino al 1.800% annuo. I proventi erano investiti in società fiduciarie, arrestate 13 persone e sequestrati beni per 9 milioni di euro.

Anche un dirigente bancario Oltre 100 i finanzieri impegnati nell’operazione, coordinata dalla procura di Torre Annunziata, condotta dall’alba sull’intero territorio nazionale e in particolare in Campania, Lazio, Umbria, Lombardia, Friuli e Calabria. Sequestrati beni (immobili, autovetture, polizze vita, conti correnti bancari etc.) per un valore di circa 9 milioni di euro. Tra gli indagati risulta coinvolto anche un dirigente bancario, responsabile di prestiti con tassi di interesse compresi dal 300% al 1.000% annuo.

Il modus operandi In alcuni casi applicavano tassi usurai sui singoli giorni di ritardo nei pagamenti. E così le cifre da restituire si gonfiavano a dismisura, fino a crescere in una circostanza del 1.825% e in un’altra del 1.010,77%. E’ uno dei dati più inquietanti emersi delle indagini della gdf che ha dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dall’ufficio gip della Procura oplontina.

Gli arrestati In carcere sono finiti marito e moglie, Francesco Carotenuto e Teresa Manzillo, entrambi 65enni di Torre Annunziata. Otto le persone finite ai domiciliari, due raggiunte dal divieto di dimora a Torre Annunziata e Torre del Greco, uno dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini hanno avuto inizio nel 2009 a seguito di un altro procedimento nel quale le vittime – un intero nucleo familiare di imprenditori di Torre Annunziata – risultavano sottoposti a debiti di matrice usuraria da parte di Osvaldo Ferrucci (condannato a 7 anni e sei mesi di reclusione, pena poi ridotta in Appello). «Da quelle indagini – ha spiegato il procuratore di Torre Annunziata, Diego Marmo – sono stati sviluppati ulteriori accertamenti, eseguiti anche mediante intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari e documentali, che hanno permesso di appurare come gli indagati fossero dediti a traffici usurari, facendo frequentemente ricorso a minacce estorsive nei confronti delle loro vittime per la restituzione dei prestiti».

Appartamento a Spello Ingenti anche i patrimoni sequestrati. A Giuseppe Grassi e Francesca Cirillo sono stati sequestrati beni per circa 3 milioni di euro, tra cui un appartamento a Spello, oltre a altre proprietà in Calabria. «Il caso più eclatante – ha evidenziato il procuratore – ha riguardato l’intera famiglia di Francesco Carotenuto e Teresa Manzillo, che avevano intestato alle quattro figlie gli ingenti profitti dell’usura, risultando così nel complesso intestatari di un patrimonio sottoposto a sequestro dalle Fiamme Gialle stimato in oltre quattro milioni di euro tra immobili, polizze assicurative sulla vita, conti bancari, rapporti postali e investimenti in titoli finanziari. Sono stati anche rilevati fruttuosi reimpieghi dei proventi dell’usura con investimenti per oltre 500mila euro attraverso società fiduciarie, al fine di ‘schermare’ i reali investitori dei fondi, impiegati nell’acquisto di titoli obbligazionari nazionali ed esteri e nella sottoscrizione di polizze sulla vita».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.