Avrebbe sottoposto la moglie a continui controlli, spinto dalla gelosia e dal sospetto di una «presunta infedeltà coniugale», arrivando a verificare perfino il contachilometri dell’auto per ricostruirne gli spostamenti. E l’avrebbe minacciata dicendole: «Qui dentro ti do fuoco». È quanto emerge dalle imputazioni contestate a un 61enne di Gubbio, finito a giudizio davanti al tribunale di Perugia per maltrattamenti e lesioni.
I controlli Secondo quanto riportato nel decreto che dispone il giudizio l’uomo avrebbe maltrattato la moglie con «reiterate condotte di violenza e coercizione», oltre ad atti di «offesa e umiliazione» che le avrebbero imposto «un regime di vita vessatorio, mortificante e insostenibile». Tra i comportamenti contestati c’è il controllo degli spostamenti della donna, motivato dal sospetto di un tradimento, anche «mediante osservazione del contachilometri del veicolo familiare».
Le minacce L’accusa sostiene che nel corso delle discussioni l’eugubino, difeso dall’avvocato Ubaldo Minelli, avrebbe gettato oggetti in aria, spintonato la moglie e, in più occasioni, l’avrebbe colpita con calci e pugni. Agli atti anche la minaccia: «Ascolta oh, qui dentro ti do fuoco, io ti dico una cosa, qui dentro ti do fuoco».
Le contestazioni In un episodio l’uomo avrebbe colpito la moglie – riferiscono sempre gli ati giudiziari – con una testata, uno schiaffo e un morso al labbro, provocandole lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Il fatto viene contestato con l’aggravante della presenza di una persona minorenne.
