Accusato preso a calci il cane della compagna fino ad azzopparlo temporaneamente. È una delle contestazioni mosse a un uomo di 36 anni finito a processo davanti al giudice del tribunale di Perugia Francesco Loschi, che emetterà la sentenza l’11 novembre. Nel capo d’imputazione la Procura sostiene che l’imputato abbia, «per crudeltà», sottoposto l’animale «a sevizie, prendendolo a calci e azzoppandolo temporaneamente». Il fatto contestato risale al primo ottobre 2025 a Tuoro sul Trasimeno.
Il cane L’episodio è uno dei quattro capi d’imputazione formulati dalla Procura di Perugia nella richiesta di rinvio a giudizio. Per il trattamento riservato all’animale viene contestato il reato previsto dall’articolo 544 ter del codice penale: il cane apparteneva alla donna con la quale l’uomo aveva avuto una relazione e una figlia.
I maltrattamenti Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe inoltre sottoposto l’ex compagna a «reiterate e abituali condotte di percosse e pressioni psicologiche». Negli atti si legge che, «in stato di alterazione per l’assunzione di sostanze stupefacenti e allucinogene», l’avrebbe picchiata in diverse occasioni, provocandole lividi che la donna avrebbe anche fotografato. La Procura gli contesta inoltre di averla sottoposta a «un regime di pressione psicologica costante» e di aver rotto alcuni telefoni in suo uso.
Il pugno Un altro episodio contestato risale sempre al primo ottobre 2025. L’uomo avrebbe colpito l’ex compagna «con un pugno al viso», provocandole una piccola ferita al labbro inferiore e un trauma contusivo, con una prognosi di dieci giorni.
Le minacce Due giorni dopo, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe minacciato la donna prospettandole ritorsioni nel caso in cui lo avesse denunciato, sostenendo che si sarebbe «vendicato nei suoi confronti» e facendo riferimento anche a possibili ritorsioni da parte dei propri familiari.
Il processo La pubblica accusa viene rappresentata dal pm richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dal pubblico ministero Franco Bettini. L’uomo è difeso dall’avvocato Daniele Federici. La persona offesa si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocata Sara Pasquino. La decisione del giudice Loschi è attesa per l’11 novembre.
