di Francesca Marruco
Un traffico di ex cavalli da corsa e poi destinati alla macellazione per il consumo alimentare è stato scoperto dal corpo forestale dello stato di Perugia. Secondo quanto appurato la macellazione di questi capi, comportava enormi rischi per la salute umana, visto che in vita agli animali sono stati somministrati farmaci pericolosi per l’uomo e in alcuni casi anche sostanze dopanti.
Sono stati gli agenti del nucleo investigativo del Corpo forestale dello Stato di Perugia, Fermo, e Ascoli Piceno, coordinati dalla procura di Reggio Emilia, a scoprire il traffico illegale di cavalli che ruotava attorno ad un mattatoio di Reggio Emilia. Qui sono stati sequestrati 600 passaporti equini falsi, prevalentemente di origine romena. Altri 238 sono stati trovati in mattatoio a Parma.
Documenti falsi, avallati da veterinari compiacenti, attraverso i quali era possibile destinare la carne equina alla vendita. Le indagini sono cominciate un anno fa, con l’arresto di un commerciante di cavalli di Castiglione del Lago, eseguito dagli uomini del nucleo investigativo corpo forestale dello stato di Perugia, è proseguita poi con l’individuazione di altri commercianti operanti nelle province di Fermo, Grosseto e Brindisi, che come l’uomo arrestato a Perugia, provvedevano a procurare cavalli provenienti dal mondo delle corse.
La Forestale ha ricostruito l’intera rete di commercianti e titolari di mattatoi senza scrupoli, che agiva con il supporto di veterinari pubblici e privati compiacenti: sette i medici denunciati, attivi in sei province del Centro e Nord Italia. Dieci in tutto le denunce. Gli uomini della forestale hanno anche elevato multe per decine di migliaia di euro. I guadagni per l’organizzazione invece erano molto più alti: in 20 mesi un solo mattatoio ha incassato 20 milioni di euro con l’attivita’ illecita.
Pericolo per la salute e danno per gli onesti «L’attività illecita posta in essere, – si legge nel comunicato del corpo forestale dello stato di Perugia – oltre a creare un serio pericolo alla salute umana, ha recato un grave danno economico agli allevatori onesti e di immagine a tutti gli operatori del settore. Questa operazione non è l’ultima condotta dal Corpo Forestale dello Stato in questi giorni ed è testimonianza della fervente attività di contrasto agli illeciti nel settore della tutela alimentare e al contrasto dei crimini ambientali che il Corpo svolge quotidianamente sul tutto il territorio nazionale».


FAR FARE LORO LA STESSA FINE