Seguici su

Fabrizio Cuneo, comandante della gdf dell'Umbria

di Ivano Porfiri

Blitz ma soprattutto attività di intelligence. Quella che ha fatto sì che fossero scoperti, nel 2011, 188 evasori totali per una base imponibile portata alla luce di 240 milioni di euro (oltre 400 se si considerano tutti gli evasori). E’ il frutto del lavoro della guardia di finanza in Umbria, dove «sempre di più cresce un’allergia al fenomeno da parte di chi le tasse le paga, cittadini e imprese contro chi non lo fa», assicura il generale Fabrizio Cuneo, comandante regionale.

I numeri dell’evasione Riepilogando l’attività del 2011, emerge come in 498 verifiche fiscali e 1.560 controlli le fiamme gialle umbre abbiano portato alla luce violazioni in materia di imposte dirette per 331 milioni di euro (381 nel 2010) e 64 milioni di violazioni Iva (61 nel 2010). Scovati 188 evasori totali o paratotali per una base imponibile di 240 milioni e un’evasione internazionale accertata di 23 milioni. Scoperti anche 957 lavoratori in nero (1.236 nel 2010). Stabile il dato sulla mancata emissione di scontrini o ricevute (1.278).

«L’allergia» «Registriamo in Umbria una crescente allergia all’evasione fiscale – assicura Cuneo – da parte della cittadinanza e delle imprese oneste: specie in questo periodo di crisi in cui il benessere si riduce c’è più intolleranza verso i furbi». Una tendenza più marcata nelle giovani generazioni e frutto del lavoro di prevenzione e sensibilizzazione fatto nelle scuole, università e con l’ordine dei commercialisti. «Certo – ammette il generale – il lavoro da fare è ancora tanto: quando ci si pone il dubbio se farci fare una ricevuta bisogna pensare al bene di tutti e al nostro dovere civico».

Concorrenza sleale Sul piano strategico, il lavoro della gdf «è stato indirizzato – ha detto Cuneo – verso i casi di evasione e irregolarità sostanziale perché il nostro ruolo, specie in una fase di crisi, è quello di tutelare l’economia legale, combattendo quindi la concorrenza sleale. Lo facciamo cercando di specializzarci sempre di più e adoperando due strumenti fondamentali: l’analisi delle banche dati e il controllo materiale del territorio con le nostre pattuglie a segnalarci dati salienti dall’osservazione diretta». E i risultati, secondo i vertici delle fiamme gialle, si vedono: «Basta guardare i dati sulle pratiche diventate accertamenti da parte dell’Agenzia delle entrate (l’84%) contro un 14% di archiviazioni», sottolinea il generale.

Case e ville sequestrate Strumento di grande efficacia sviluppato nell’ultimo anno è il «sequestro per equivalente». Cioè, scoperto un evasore, da un lato parte la segnalazione all’Agenzia delle entrate e dall’altro la gdf chiede al magistrato il sequestro dei beni mobili e immobili fino al valore dell’evasione. In questo modo, nel 2011 sono stati sottratti soldi, azioni, case e ville per un valore di 3.671.000 euro a presunti evasori (in sequestro è preventivo e diventa poi confisca in caso di condanna). Basti pensare che nel 2010 era avvenuto solo per 72 mila euro.

Le altre attività Oltre alla lotta all’evasione, la gdf ha proseguito l’impegno come polizia giudiziaria portando a termine 114 accertamenti patrimoniali, 5 ispezioni anti-riciclaggio, 3 gli arresti per usura. Sequestrati 28 kg di droga con 91 arresti (nel 2010 i sequestri erano stati per 226 kg ma il divario è spiegabile con il fatto che le indagini sui traffici internazionali hanno durata pluriennale). Sono state 86 le operazioni finanziarie sospette sviluppate in indagini. Sequestrati 170 mila prodotti contraffatti con 32 denunce. Infine, accertati quasi 3 milioni di danno erariale alla pubblica amministrazione su richiesta della Corte dei conti.

Il 2012 «Proseguiremo in questa direzione», dice Cuneo (anche se il generale lascerà nelle prossime settimane l’Umbria per andare a comandare la regione Sicilia della gdf). «Insisteremo sulla prevenzione e lotta contro tutti i fenomeni criminali legati alle transazioni finanziarie e, comunque, a tutela del libero mercato e della concorrenza. Ma anche nella lotta al traffico internazionale di stupefacenti e agli altri reati. L’Umbria – conclude il generale – è una terra con una buona base di legalità che va tuttavia rafforzata e per questo lavora la guardia di finanza».