Sono stati cornetto e cappuccino a tradire due falsi carabinieri, entrambi napoletani, arrestati negli scorsi giorni dalla polizia di Foligno e da quella di Ancona dopo un’indagine partita dalla questura di Bologna. I due, secondo quanto ricostruito, esibendo un tesserino dell’Arma falso, si presentano da anziane vedove sostenendo di essere dei carabinieri appartenenti al nucleo speciale anti-falsificazione monetaria dell’Arma. Conquistata la fiducia delle anziane signore, spillano soldi e gioielli per poi scomparire nel nulla. Il primo colpo lo mettono a segno nell’ottobre scorso: i due suonano alla porta di casa di una vedova bolognese 85enne, mostrando un tesserino dell’Arma che la donna riconosce, ironia della sorte, in quanto simile a quello che possedeva il povero marito, ex carabiniere morto da anni.
I due colpi I due finti esperti di soldi falsi invitano la signora a consegnare loro tutte le banconote, ottenendo così 1.100 euro. La donna si allontana per qualche istante dai truffatori con lo scopo di cercare altri soldi, e così i due fuggono riuscendo anche ad arraffare qualche gioiello. A dicembre i due napoletani arrivano a Perugia, dove individuano un’altra vedova, sempre di 85 anni, ma stavolta il bottino è magro: appena cento euro, ma molto importanti visto che erano i soli rimasti della pensione mensile. Anche qui, i due si danno subito alla fuga ma commettono una disattenzione fatale: allontanandosi fanno cadere lo scontrino di una colazione, cornetto e cappuccino, consumata in un’area di servizio del Folignate.
Scontrino fatale Con il prezioso scontrino in mano la polizia visiona i filmati registrati dalle telecamere di sicurezza dell’autogrill, riuscendo così a dare un volto ai due. Sempre grazie alla videosorveglianza i militari individuano anche la targa dell’auto con la quale i truffatori si muovono. V.B. è stato arrestato e trasportato nel carcere di Ancona, mentre N.A. è ai domiciliari nella sua casa di Foligno. Dalle verifiche è poi emerso che a carico di quest’ultimo nel 1998 era stato emesso un divieto di ritorno nel comune di Ancona, mentre un anno dopo gli era stata revocata la patente.


