di M.T.
Dovrebbe percorrere migliaia di chilometri, a piedi, fino a Gerusalemme, promuovendo una presunta battaglia contro la pedofilia. E’ quello che un giovane racconta alla gente che incontra lungo corso Vannucci, chiedendo un aiuto economico. Da quanto si apprende il giovane sostiene di compiere decine di chilometri al giorno verso la Terra Santa, ma – a detta dei frequentatori di corso Vannucci – sarebbero decine, invece i giorni che rimane lì.
La testimonianza Il giovane cammina in compagnia di un cane e con un cartello, ben in vista, su cui c’è scritto: «Chiedo aiuto per il mio viaggio verso Gerusalemme, Christian e Thomas». Una testimonianza raggiunge Umbria24 per raccontare un episodio: «Io e la mia compagna – dice – siamo stati fermati da questo ragazzo che ci ha raccontato la sua avventura e il desiderio di arrivare a Gerusalemme. Noi colpiti dalla sua storia, dal tempo trascorso lungo le strade d’Europa, a piedi, dalla presenza di un dolce animale al suo seguito, ci siamo lasciati coinvolgere e gli abbiamo dato un aiuto economico convinti di compiere un bel gesto». In varie zone del centro sono state viste anche delle scatolette bianche per una raccolta fondi destinata al cammino lungo ‘Gerusalemme’ e per l’aiuto alle vittime di pedofilia.
Cosa accade? Il racconto continua e si arricchisce di perplessità su questa vicenda che rimbalza nelle bocche di molti, nel centro storico perugino: «Dopo qualche giorno – continua la testimonianza – invece che vederlo partire oppure sentire parlare in giro della sua avvenuta partenza, me lo ritrovo ancora qui. Sono in giro con il mio cane e mi accorgo che il giovane si intrattiene con alcune ragazze all’incrocio tra via Mazzini e il corso. Visti i miei dubbi mi sono fermato ad ascoltare quello che diceva. L’ho sentito riferire che ha un brutto male alla testa, per cui deve sottoporsi a un intervento e, portandosi un dito alla bocca, ha emesso un suono strano, simulando uno ‘scrocchiare’ delle ossa, lasciando credere che provenisse dalla testa, impressionando così le ragazze. E’ un giochino che fanno molti e che ho visto fare diverse volte, un gesto che mi ha fatto pensare rispetto all’idea che mi ero fatto di lui. Non l’ha fatto come uno scherzo provocando una risata, ma l’ha compiuto impressionando le ragazze, come a volere impietosire. Infatti la loro reazione è stata quella di cacciare dei soldi, e di sottolineare la loro volontà di volerlo aiutare. Tengo a precisare che le ragazze, almeno da quello che ho visto io, hanno cacciato soltanto delle monete, non soldi di carta. Non ho elementi certi per mettere in discussione il suo racconto. Certo è che io continuo a chiedermi quando arriverà mai in Terra Santa se, in ogni città, si ferma tutto il tempo che si è intrattenuto a Perugia».
