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Sfruttavano la fame di lavoro per truffare le persone due campani, un uomo e una donna di 39 e 31 anni, denunciati a piede libero dalla polizia di Città di Castello per truffa continuata. I due, che hanno numerosi precedenti penali alle spalle per reati di questo tipo, offrivano lavoro a domicilio su internet. Un’alternativa allettante per chi vuole arrotondare o per chi è rimasto senza lavoro. L’investimento iniziale che i due chiedevano era esiguo, poche decine di euro, così che numerose persone hanno aderito inviando denaro in cambio di lavoretti da svolgere in casa. Questi richiedevano abilità manuali e consistevano principalmente in attività di imbustamento e assemblaggio di oggetti vari.

La truffa A chi cade nella rete i due truffatori dopo qualche tempo chiedono anche altri 100-200 euro che sarebbero dovuti servire a completare la spedizione di tutto il materiale a casa. Materiale che, ovviamente, non è mai arrivato. Così dopo qualche settimana le vittime cominciano a chiamare i presunti datori di lavoro, ma a quei numeri ormai non rispondeva più nessuno. A quel punto i truffati si rivolgono alla polizia di Città di Castello che scopre come tra essi c’è anche chi ha perso il lavoro venendo attratto così nella rete dei due campani. In particolare tra le vittime c’è un tifernate che, ricevuto un anticipo sull’ultima busta paga prima del licenziamento, aveva investito parte del denaro nella speranza di poter guadagnare poi qualche soldo.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.