L'avvocato Paolo Panichi

di Barbara Maccari

Il tribunale di Perugia ha condannato in sede civile la Regione Umbria al pagamento del risarcimento dei danni provocati dai cinghiali ad un’impresa agricola di Lisciano Niccone. La sentenza, una delle prime in Italia, condanna la Regione a un risarcimenti di diverse migliaia di euro. L’avvocato Paolo Panichi, difensore dell’azienda, si dice molto soddisfatto della risposta della giustizia ad una tematica che sta a cuore agli agricoltori: «Sono felice come avvocato, ma molto di più come proprietario terriero. Da anni gli agricoltori devono patire gravi e ingiusti danni causati alle loro colture dalle orde di cinghiali, che oramai in Umbria sono circa 150 mila (da aggiungere ai 300 mila della vicina Toscana), senza aver alcun serio ristoro alle loro perdite».

I fatti La vicenda ha inizio otto anni fa, durante l’annata agraria 2007, quando cinghiali e istrici provocano danni per diverse migliaia di euro ai danni di un’azienda di Lisciano Niccone, che coltivava tabacco Virginia Bright e mais da granella. Una perizia stabilisce che «è stato possibile rilevare che i passaggi dei selvatici, sia longitudinali, sia trasversali, lungo i fossi, hanno indubbiamente causato una deformazione della sezione e della pendenza del fondo. Inoltre il terreno ha evidenziato radici e tuberi delle piante presenti lungo le sponde (elementi classici della dieta dei selvatici), venendo a mancare per azione degli stessi, hanno provocato l’inevitabile smottamento e crollo di alcune pareti delle affossature».

Competenza Per giurisprudenza consolidata di legittimità, sebbene la fauna selvatica rientri nel patrimonio indisponibile dello stato, la legge n.157 del 1992, attribuisce alle regioni a statuto ordinario, l’emanazione di norme relative alla gestione e alla tutela di tutte le specie della fauna selvatica e affida alle medesime i poteri di gestione, tutela e controllo. Pertanto la Regione è responsabile ex art. 2043 c.c. dei danni provocati da animali selvatici a persone o cose. L’agricoltore decide quindi di adire alle vie legali contro la Regione: il giudice Clara Ciofetti del tribunale di Perugia condanna la Regione al pagamento di diverse migliaia di euro, più le spese legali.

Precedente «Ora con questa giusta statuizione del tribunale di Perugia si crea un benefico precedente per gli agricoltori umbri – sottolinea Panichi – se la Regione non vorrà patire cause e risarcimenti sentenziate dal Tribunale dovrà soddisfare adeguatamente i coltivatori che sono una categoria cenerentola. Molti li pensano ricchi perché son proprietari di terreni, di trattori, in effetti, da anni, con i prezzi dei prodotti agricoli sempre più all’osso (provocate dalle importazioni da paesi esteri) sono allo stremo delle forze con carenza di liquidità; mettiamoci poi i danni causati alle colture dai cinghiali ed il mancato risarcimento degli stessi ed il quadro triste dell’agricoltore umbro è completo».

One reply on “Cinghiali danneggiano azienda agricola: Regione Umbria condannata al risarcimento”

  1. Ancora ad oggi non sono liquidate le perizie d’anni annata 2017 perizie fatte dai agronomi incaricati ATC 1.

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