Ha dato esito negativo l’incidente probatorio disposto lo scorso luglio dal gip del Tribunale di Terni Barbara Di Giovannantonio nell’ambito della terza inchiesta sul caso Barbara Corvi. Al centro, le tracce biologiche ricavate dai francobolli delle cartoline spedite pochi giorni dopo da Firenze ai figli di Barbara, l’allora 35enne amerina sparita nel nulla il 27 ottobre 2009.
Perizia L’esame, affidato alla genetista forense Loredana Buscemi l’8 luglio, arriva dopo 17 anni e due fascicoli archiviati per sfruttare le moderne tecnologie forensi a disposizione. Ma gli accertamenti di carattere biologico recuperati dai francobolli non hanno dato alcun esito e non è emersa nessuna traccia di dna. Il dna in questione, se ricavato, sarebbe dovuto essere comparato con quello del marito Roberto e del cognato Maurizio Lo Giudice, entrambi indagati, e dell’allora amante della donna, Carlo Barcherini. Gli esiti dell’esame saranno illustrati nel corso dell’udienza fissata al 5 novembre.
Indagine Intanto, per i fratelli Lo Giudice, questa inchiesta, partita un anno fa, è la seconda che li vede indagati insieme con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Mentre le cartoline erano già state attenzionate durante la seconda inchiesta, nel 2019, e le perizie calligrafiche avevano accertato che non erano state scritte dalla donna, anche se firmate da lei. Il ruolo di Barcherini, l’allora amante di Barbara, rimane anch’esso centrale nella vicenda: in questo fascicolo lui non è indagato ma, su richiesta degli avvocati dei Lo Giudice, il suo dna sarebbe dovuto essere comparato con quello ricavato dai francobolli. Poi rimane la singolare coincidenza tra la data di spedizione delle cartoline e la sua presenza a Firenze. Lo stesso Barcherini, in un’intervista a Chi l’ha visto? nel 2020, affermava che «nessuno avrebbe potuto sapere del soggiorno in città». Ciononostante, dopo l’udienza si capirà se sussistano elementi per portare avanti le indagini o archiviarle.
Memoria Lo scorso 27 ottobre è ricorso l’anniversario dei 17 anni dalla scomparsa della Corvi, sparita misteriosamente nel 2009 da Montecampano. Per mantenere viva la sua memoria, lo stesso giorno si è svolta una fiaccolata in suo ricordo, partita alle 18 da piazza XXI settembre ad Amelia, organizzata da Forum donne Amelia, il comitato Barbara Corvi e il Comune. Il corteo ha poi raggiunto la sala consiliare del Comune dove, per l’occasione, è stato proiettato il docufilm ispirato alla storia di Barbara e realizzato da Lavialibera.


