Tre persone sono indagate per omicidio colposo dalla Procura di Spoleto per la morte di Aldo Biselli, il muratore di 60 anni precipitato il 18 agosto scorso dal tetto di un capannone industriale a Deruta. Si tratta della proprietaria della fabbrica, di un operaio che aveva aiutato la vittima a raggiungere la copertura e del fratello del muratore, suo socio e responsabile della sicurezza dell’azienda, con il quale Biselli gestiva un’impresa edile. Nei giorni scorsi il medico legale Massimo Lancia ha depositato la relazione autoptica che attribuisce il decesso ai traumi provocati dalla caduta.
L’inchiesta Il fascicolo è coordinato dal pubblico ministero Alessandro Tana della Procura di Spoleto. Gli accertamenti riguardano le circostanze dell’incidente e le eventuali responsabilità legate alla sicurezza del lavoro. Tra gli indagati figura anche il fratello della vittima, con il quale Biselli gestiva un’impresa edile.
L’incidente La mattina del 18 agosto Biselli era stato contattato dalla titolare di un’azienda di Deruta, in via della Nave Vecchia, per riparare la copertura di un capannone industriale. Le infiltrazioni d’acqua erano comparse in seguito al maltempo del giorno precedente. Il muratore aveva raggiunto lo stabilimento per verificare il problema e intervenire sul tetto.
La salita Per accedere alla copertura – è stato ricostruito fino a questo momento – era stato utilizzato un sistema provvisorio composto da un carrello elevatore sul quale erano stati inforcati tre cassoni metallici sovrapposti. Sopra l’ultimo cassone era stata appoggiata una scala in alluminio lunga circa tre metri e mezzo. Un operaio della fabbrica aveva aiutato Biselli a salire: una volta raggiunto il tetto il muratore si era incamminato verso il punto interessato dalle infiltrazioni, distante circa 20 metri dall’accesso.
La caduta Dopo poco tempo, Biselli aveva attraversato un lucernario traslucido che aveva ceduto sotto il suo peso. Il muratore era precipitato all’interno del capannone, sfondando anche il controsoffitto sottostante in pvc e vetroresina. Il corpo aveva raggiunto il pavimento della sala esposizione, davanti all’ingresso degli uffici, dopo un volo di circa otto metri.
I soccorsi Una dipendente dell’azienda, addetta al primo soccorso, aveva sentito un forte rumore ed era uscita dall’ufficio, trovando il muratore a terra con una lastra della copertura sopra il corpo. La donna ha verificato la presenza del battito e chiamato il 118. Sul posto era intervenuto anche un medico che si trovava casualmente nello stabilimento e ha iniziato le manovre di rianimazione. Alle 9.50 sono arrivati i carabinieri, seguiti intorno alle 10 dal personale sanitario. Nonostante i tentativi di rianimazione per l’uomo non c’è stati niente da fare: alle 10.46 è stato constatato il decesso.
L’autopsia Il pubblico ministero Alessandro Tana ha dunque affidato il 24 agosto l’incarico di eseguire l’autopsia al professor Massimo Lancia, medico legale dell’Università degli Studi di Perugia. La relazione, depositata nei giorni scorsi, ha accertato che «la morte di Aldo Biselli è stata determinata da politrauma, con prevalente trauma cranio-encefalico e toracico, secondario a precipitazione da un’altezza di circa 8 metri».
Le conclusioni Il medico legale ha escluso che il decesso possa essere attribuito a cause diverse dalla caduta. Nella relazione si legge che «l’esame autoptico non ha evidenziato lesioni riconducibili ad azioni violente di terzi» e che le lesioni riscontrate sono interamente spiegabili con la precipitazione e con le manovre di soccorso. Non sono inoltre emerse patologie preesistenti che abbiano contribuito alla morte.
La sicurezza La relazione stabilisce un collegamento diretto tra la caduta e il decesso ma non affronta il tema delle eventuali responsabilità per le condizioni di sicurezza. Lancia precisa, infatti, che «la valutazione delle misure di prevenzione e protezione dal rischio di caduta esula dalle competenze medico-legali». Saranno gli ulteriori accertamenti dell’inchiesta a chiarire se siano state rispettate le norme previste per i lavori in quota e a definire le eventuali responsabilità delle tre persone indagate. Della vicenda si stanno occupando gli avvocati Luca Valigi, Alessandro Vesi, Michela Alunni, Donatella Donati e Stefano Goretti.


