di F.M.

La chiamava «grassona» e le diceva «non rompere i coglioni grassona e non parlare con nessuno altrimenti vedrai, ti farò sparire sia tu che omissis». E anche quando il figlio di sette anni gli chiedeva dove fosse la madre, lui gli rispondeva: «Ma che cazzo ti frega dove è tua madre, che te ne fai di quella grassona». E se non fossero bastati gli insulti, il vigile urbano residente a Castiglione del Lago per cui martedì mattina avrebbe dovuto prendere il via l’udienza preliminare per maltrattamenti, aveva anche picchiato la moglie arrivando addirittura a romperle una costola calpestandola dopo che l’aveva buttata per terra.

Udienza rinviata Martedì mattina davanti al gup Carla Giangamboni avrebbe dovuto prendere il via l’udienza preliminare, invece, per un difetto di notifica, l’udienza è stata rinviata al 21 luglio prossimo. Il sostituto procuratore Michele Adragna ha chiesto il processo per il vigile 45enne accusato di maltrattamenti e lesioni. E contro di lui – difeso dall’avvocato Laura Filipucci – si è costituita parte civile la moglie con l’avvocato Gianni Spina, per essere stata costretta a sopportare «continue sofferenze fisiche e morali ed imporre alla stessa un regime di vita vessatorio, mortificante e inostenibile».

Gli insulti In particolare, le condotte dell’uomo sono consistite «nell’abusare del consumo di sostanze alcoliche in modo da presentarsi sovente a casa in stato di ebbrezza e nelle medesime circostanze percuotere la moglie ». Quando la calpestò le aveva detto «stai zitta o vedrai, non ti sopporto più», e anche «Che cazzo vuoi io faccio quello che mi pare, devi stare zitta altrimenti vedi che ti faccio, questa è casa mia e non ne uscirò mai» e poi aveva inziato a prenderla violentemente a calci, fino a farla cadere per terra, per poi calpestarla.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.