di Enzo Beretta
Gian Paolo Coresi, il ristoratore di Foligno arrestato dalla guardia di finanza con 65 chili di cocaina, cambia avvocato: non verrà più difeso da Daniela Paccoi, recentemente indagata per concorso in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, induzione a rendere dichiarazioni mendaci e concorso in traffico di droga, ma da Benedetto Marzocchi Buratti, già impegnato a Perugia nella difesa dell’ex magistrato Luca Palamara. La nomina di Marzocchi Buratti è stata ufficializzata questa mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare Simona Di Maria. Chiesti, ovviamente, termini a difesa e processo con rito abbreviato rinviato al 18 maggio. La scelta del rito abbreviato, da parte di Coresi, non può più cambiare, a meno che il procuratore aggiunto Gennaro Iannarone non decida di modificare il capo di imputazione.
La vicenda giudiziaria Coresi, 47enne ristoratore folignate, era stato arrestato nel gennaio 2025 dopo un inseguimento sulla Flaminia: viene accusato di aver trasportato, detenuto e nascosto 65 chili di cocaina. Un maxi sequestro, il più grande mai effettuato in Umbria: il valore della droga sequestrata ammontava a circa due milioni di euro sul mercato all’ingrosso, ma una volta tagliata e immessa nelle piazze di spaccio avrebbe potuto fruttare almeno sei milioni di euro. Coresi, incensurato e titolare di un’attività regolare, tuttora detenuto in carcere, è sospettato di avere fatto da corriere e custode per un’organizzazione criminale albanese (identificati sette presunti membri, per i quali si procede separatamente) per trasportare droga in varie città d’Italia, oltre che di una serie di episodi di spaccio. La droga venne scovata in parte nel controsoffitto della sua pizzeria a Foligno, in parte nel garage e perfino in una buca scavata nel cortile di un’abitazione del padre. Coresi rischia una condanna molto pesante. Gli viene contestato, tra l’altro, anche l’uso indebito di un telefonino in carcere. In caso di condanna avrà lo sconto di un terzo della pena.
