Malumore degli autisti in servizio a Perugia per l’imminente riattivazione del servizio di bus urbani notturni “Gimo – giovani in mobilità”. A «dissociarsi» dalle paventate proteste, che sono state raccontate il 7 maggio dal quotidiano Il Messaggero, hanno pensato Cgil, Cisl, Uil e Cisal, precisando «che non c’è stato ancora un incontro con Busitalia» e che il servizio “Gimo” «non è ancora stato trattato». Sul caso anche l’assessore comunale Pierluigi Vossi, il quale «confida che l’azienda garantisca il pieno rispetto delle condizioni di lavoro e sicurezza». I bus notturni, comunque, dovrebbero essere attivati dall’11 maggio, col servizio “Gimo” che è stato garantito dal lunedì al sabato, dalle 22 e alle 5, su quattro linee (NB1, NB2, NB3 e NB4), così da collegare il centro storico coi principali quartieri e poli universitari. Dal punto di vista economico, l’intervento prevede un investimento complessivo di oltre 228 mila euro per il 2026, cofinanziato dal Comune di Perugia e da Adisu, che contribuisce con 80 mila euro.
In particolare, Il Messaggero ha segnalato che nel mirino degli autisti sono finiti i turni notturni dalle 22 alle 5, con le prime due ore che si chiede di inserire all’interno dei turni urbani modificati. Sollecitata la paga doppia per il lavoro notturno e anche 10 minuti reali di riposo ai capolinea. I toni dei lavoratori di Busitalia sono alti, tanto che nella lettera riportata dal quotidiano si arriva a minacciare la restituzione delle tessere sindacali se le richieste non dovessero essere soddisfatte.
In questo quadro, si inserisce l’intervento dei Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal, che, preliminarmente, si sono «dissociate ufficialmente dal contenuto dei comunicati stampa» diffusi dai lavoratori. Dopodiché hanno precisato che «certamente tutti i servizi avranno una guardia giurata a bordo per garantire la massima sicurezza sia dei lavoratori che dei viaggiatori», assicurando poi «che non ci saranno defezioni in termini di rispetto dei lavoratori e delle norme e regole di ingaggio che governano il trasporto pubblico locale. Vigileremo – concludono – affinché venga onorato il sancito contrattuale e la normativa in essere».
Dal Comune di Perugia è l’assessore Vossi a dire che, «riconoscendo la professionalità anzitempo dimostrata da Busitalia nella gestione del servizio oggi riattivato, confidiamo che l’azienda possa garantire, anche in questa fase, il pieno rispetto delle condizioni di lavoro del personale impiegato», ossia «la sicurezza degli autisti, i corretti tempi di guida e le pause previste dal contratto collettivo nazionale e dalla normativa vigente». Per Vossi resta inteso che sul fronte sindacale «ogni eventuale criticità possa essere affrontata attraverso un confronto costruttivo tra azienda e rappresentanze dei lavoratori, nell’interesse del personale, della qualità del servizio e dei tanti cittadini che utilizzano quotidianamente il servizio Gimo».
Nel frattempo le proteste degli autisti hanno acceso le forze di opposizione a Perugia. In particolare Forza Italia, compresa la giovanile, «esprimono forte preoccupazione per quanto emerso in merito alle condizioni di lavoro degli autisti», che «evidenziano criticità che non possono essere sottovalutate». In questo senso per gli azzurri di Perugia è «necessario fare piena chiarezza sulle condizioni operative, sui carichi di lavoro e sulle
problematiche organizzative legate al servizio Gimo, che stanno contribuendo a creare un clima di forte tensione». Forza Italia, dunque, chiede «all’amministrazione comunale di Perugia di chiarire con urgenza se sussistano realmente le condizioni per garantire la partenza e la continuità del servizio».
