Passati al setaccio bar, sale giochi, ristoranti e locali della zona di Assisi, Santa Maria degli Angeli e Bastia Umbra. La polizia con la squadra Volante, l’ufficio Anticrimine e la squadra Amministrativa del commissariato diretto dal commissario capo Francesca Di Luca, ha controllato e identificato più di 100 persone: non solo gli avventori ma anche i lavoratori grazie alla collaborazione sinergica della Direzione territoriale del lavoro. Controllati in particolare i bar frequentati da cittadini italiani e stranieri pregiudicati.
Coca al bar E infatti proprio all’interno di un bar di Santa Maria è stato bloccato e identificato un ventenne albanese, già monitorato dagli agenti dell’Anticrimine. Con sé aveva un involucro di cellophane contenente circa 1 grammo di cocaina e un coltello per il quale è stato denunciato per porto abusivo di armi. Il giovane è stato segnalato alla prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.
Stangato il pub Sottoposto a controllo, per le lamentele dei vicini sul rumore, anche un pub di Assisi di una nota società di ristorazione che vanta numerosi esercizi nella sola città serafica. Gli operatori dell’Arpa hanno effettuato proprio all’interno dell’abitazione di uno dei cittadini firmatari l’esposto, i previsti accertamenti tecnici, che hanno evidenziato il superamento in maniera marcata del valore limite consentito dalla normativa vigente. Perciò la Municipale di Assisi ha comminato una multa 1.100 euro al locale, intimando di adottare tutte le misure necessarie alla riduzione del rumore, inibendo qualsiasi attività musicale. Un successivo controllo da parte della stessa polizia municipale ha poi rilevato il mancato adempimento delle prescrizioni, e così il titolare è stato anche denunciato penalmente. Lo stesso locale è stato controllato anche per l’impego di manodopera dopo che una donna rumena, impiegata nella cucina, ha cercato di darsi alla fuga per sottrarsi al controllo. Alla fine tutti e sette i lavoratori identificati e impiegati all’interno del pub, nelle mansioni di sala e cucina, sono risultati non in regola per mancanza dei documenti necessari alla loro assunzione. Circa 30 mila euro l’ammontare della sanzione da parte dellla Direzione territoriale del lavoro che, in caso di mancato pagamento entro i termini previsti dalla legge, potrebbe costare la sospensione dell’attività.
