di Fra.Mar.

Doveva iniziare lunedì mattina davanti al collegio il processo per violenza sessuale a carico di don Elvio Re, il prete di Giulianova Lido che il 17 settembre dello scorso anno venne arrestato ad Assisi per aver violentato una donna. Invece, dopo la richiesta di giudizio immediato presentata dalla procura di Perugia  – il titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Gemma Miliani -, i legali hanno fatto istanza di rito abbreviato e il gip ha fissato una nuova data per il 4 marzo prossimo.

Abbreviato Il sacerdote, probabilmente consigliato dai suoi legali, seppur ribadendo la sua estraneità ai fatti, spera verosimilmente in uno sconto di pena per la scelta del rito ‘breve’ nel caso di condanna. I suoi legali comunque, Massimo Spaccasassi e Concetta Colleoni, sono convinti di poter dimostrare l’innocenza del loro assistito,ai domiciliari in una struttura religiosa dopo un mese e mezzo di carcere, che secondo la tesi difensiva sarebbe finito in un tranello ben orchestrato dalla presunta vittima, e dalla figlia di lei, che conosceva il sacerdote.

Le due denunce La donna che avrebbe subito un tentativo di violenza però, che si costituirà parte civile con gli avvocati Flavio Grassini e Luca Ceccattini, aveva già denunciato due volte il parroco prima che quel 17 settembre tutto precipitasse. Lo aveva denunciato perché l’avrebbe molestata telefonicamente, anche con proposte molto spinte. Ad ogni modo, quello che accadde quella mattina, è stato cristallizzato proprio nella denuncia della donna, che all’epoca ai carabinieri raccontò tutto.

Il racconto della donna  «Questa mattina intorno alle 11.20 – disse -, mentre ero in casa con mia figlia, suonava alla porta padre Elvio il quale si presentava con una borsa della spesa. A mia figlia dava il denaro per andare a comprare il pane. Io le dicevo di fare presto perché avevo paura di stare da sola con padre Elvio, ma accettavo di rimanerci in quanto gli volevo far capire che la doveva smettere con certe cose perché è contro la religione. Passati pochi minuti padre Elvio andava nella mia camera da letto… Io per paura rimanevo nel corridoio ma lui mi afferrava al braccio e mi spingeva verso la camera nel tentativo di portarmi sul letto. Io gli dicevo di stare fermo e lo invitavo, nel tentativo di prendere tempo, ad andare in salotto. Improvvisamente mi saltava addosso e tentava di togliermi la gonna e contemporaneamente mi toccava le parti intime, mi strappava lo slip, la camicetta e il reggiseno. Io iniziavo a gridare e mi tappava la bocca con la sua mano».

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