Perugia ha la sua Casa internazionale delle donne. Si è concluso il 12 giugno il percorso costituente che ha portato alla nascita della nuova realtà associativa cittadina, con l’elezione del primo Consiglio direttivo da parte dell’assemblea composta da 84 socie fondatrici.
Annagrazia Faraca viene così eletta prima presidente della nuova Casa internazionale delle donne, con al fianco le vicepresidenti Francesca Guiducci e Maristella Pitzalis. Completano il direttivo la tesoriera Anna Martellotti, la segretaria Francesca Paolucci e le consigliere Antonella Guerrini, Elisa Piazzoli, Giulia Gatti e Linda Giovannetti.
L’obiettivo della nuova realtà è quello di creare in città uno spazio stabile di partecipazione, confronto e iniziativa rivolto alle donne e alle soggettività che vivono forme di discriminazione. «La Casa internazionale delle donne non sarà soltanto uno spazio da abitare, ma un presidio femminista e transfemminista per la città – ha detto la presidente Faraca – un luogo capace di costruire alleanze, produrre cultura, promuovere diritti e generare cambiamento. Un luogo che non lasci nessuna indietro e che contribuisca a immaginare e costruire una società più giusta, libera e inclusiva».
La Casa si riconosce, oltre che nei principi del femminismo e del transfemminismo intersezionale, anche in quelli dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’ecologismo e del contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione. L’intento è quello di dar vita a un luogo permanente di elaborazione culturale e politica, capace di mettere al centro temi legati ai diritti, alla salute, alla cura, alla partecipazione e alla cittadinanza attiva.
Nei prossimi mesi, la Casa internazionale delle donne avvierà quindi la propria attività attraverso iniziative culturali, percorsi formativi, progetti di mutualismo e azioni dedicate alla tutela dei diritti. È inoltre prevista la collaborazione con enti locali, università, realtà del terzo settore e associazioni del territorio.
Secondo quanto previsto dallo statuto, la Casa intende configurarsi come uno spazio permanente di partecipazione e confronto, con l’obiettivo di favorire la rappresentanza delle istanze delle donne e delle soggettività marginalizzate e contribuire al dibattito pubblico cittadino e regionale.
