Tre bimbi in tenera età hanno contratto un’infezione da Escherichia coli e sono stati ricoverati in ospedale. Per due di loro la situazione è considerata più delicata ed è stato necessario il trasferimento negli ospedali Meyer di Firenze e Bambino Gesù di Roma, dove risultano ricoverati con prognosi riservata, mentre l’altro resta trattato dal personale medico dell’ospedale di Perugia. I piccoli risultano tutti residenti nel comprensorio di Assisi.
I sintomi, in base a quanto emerge, sono comparsi il 18 giugno scorso. Febbre, nausea e dolori addominali, quindi gli accertamenti medici e le diagnosi: infezione da Escherichia coli. A fronte dei tre casi si è mosso il Dipartimento di Prevenzione della Usl 1, insieme alla Regione e all’Istituto zooprofilattico di Umbria e Marche. In corso naturalmente l’indagine epidemiologica per individuare la cosiddetta fonte di esposizione al batterio dei piccoli, ossia dove lo hanno contratto, e far quindi scattare tutte le misure a tutela della salute pubblica.
Stando alla prima ipotesi, i bimbi avrebbero frequentato un corso di nuoto in una piscina, su cui naturalmente si stanno concentrando le attenzioni degli specialisti. In questo senso, sono stati compiuti dei prelievi. In attesa dell’esito, risulta già a disposizione della Usl 1 l’elenco dei piccoli partecipanti all’attività.
Una nota della Usl 1 ricorda che l’Escherichia coli è un batterio Gram-negativo che fa parte della flora intestinale normale degli esseri umani. Sebbene la maggior parte dei ceppi di Escherichia coli sia innocua e contribuisca all’equilibrio del microbiota e alla produzione di vitamine, alcuni ceppi possono essere patogeni e causare infezioni intestinali, urinarie o sistemiche. Solitamente i sintomi compaiono dopo 3-4 giorni dall’esposizione al batterio.
Il Comune di Bastia Umbra attraverso una nota diffusa alla stampa si rivolge ai cittadini chiedendo di «non alimentare illazioni, ricostruzioni non verificate o forme di allarmismo». Afferma infatti che le informazioni «attualmente circolate risultano basate su elementi acquisiti in via informale e non su comunicazioni ufficiali trasmesse dagli organi competenti». Dice inoltre di avere trasmesso formale richiesta per ricevere dettagli su «accertamenti o contaminazioni» e nel frattempo invita la cittadinanza ad assumere «comportamenti igienico sanitari corretti e ordinari».
