di Massimo Colonna
Iniziano a sfilare davanti al giudice i sette arrestati nell’indagine ‘Badge in Comune’, messa a segno dai carabinieri di Terni al Comune di Stroncone. Venerdì mattina inizieranno gli interrogatori mentre il caso nel frattempo diventa anche politico: Stroncone democratica, gruppo di opposizione, chiede chiarimenti al sindaco Alberto Falcini «per ricostruire la vicenda» e si interroga sul prossimo futuro operativo dell’amministrazione, in particolare per quei lavori che fino ad oggi erano portati avanti dal gruppo di dipendenti dell’autoparco, finiti ai domiciliari.
Stroncone mercoledì mattina dopo gli arresti
Intervista: parla il procuratore
Gli interrogatori Venerdì mattina alle 8.30 nelle sale del tribunale di Terni inizieranno gli interrogatori dei sette lavoratori del Comune. Sono accusati, tramite gli uffici del sostituto procuratore Elisabetta Massini, di truffa aggravata continuata in concorso. Per loro sarà la prima occasione per poter sostenere la propria versione dei fatti dopo che i carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Maurizio Santoloci. Secondo quanto ricostruito i dipendenti timbravano il cartellino per poi assentarsi oppure lo facevano timbrare da un collega rimanendo addirittura a casa o andando a fare altre commissioni.
Questione politiche Gli arresti portano però anche a questioni politiche. Sul caso interviene la portavoce di Stroncone democratica, Elisabetta Corbucci, per l’opposizione in Comune. «Come gruppo consiliare di minoranza – si legge in una nota – ci faremo promotori di una interrogazione al prossimo consiglio comunale per chiedere al sindaco, da cui è partito l’esposto, di ripercorrere nel dettaglio il percorso che lo ha spinto a fare l’esposto/denuncia per verificare se prima di questo atto estremo, una volta venuto a conoscenza di comportamenti irregolari, siano stati messi in campo i dovuti provvedimenti disciplinari, volti anche a verificare l’esistenza e la correttezza dei controlli da parte delle figure competenti».
Problema operativo Intanto tra i dipendenti comunali ci si chiede chi potrà adesso portare avanti quei lavori finora eseguiti dal gruppo di sette lavoratori del settore autoparco. «Chiederemo in consiglio – prosegue la nota dell’opposizione – come il Comune pensa di affrontare sul piano organizzativo ed economico la grave emergenza che si verrà a creare per la mancanza improvvisa di tutto il personale addetto a servizi esterni. Vigileremo che l’eventuale affidamento a soggetti esterni dei servizi del Comune avvenga nel rispetto delle procedure». «Qualora la gravità dei fatti emersa dalle indagini fosse confermata in sede di giudizio – prosegue l’opposizione – occorre che tutti ci fermiamo a riflettere: da un lato su cosa sia successo all’interno del tessuto sociale stronconese se un nutrito gruppo di suoi cittadini, dipendenti del Comune, non ha saputo onorare responsabilmente il privilegio di avere un lavoro e di essere al servizio della propria collettività; dall’altro, se un ben più nutrito gruppo di cittadini gli si accanisce contro usando la gogna mediatica dei social».
Twitter @tulhaidetto

Non ci sono scuse: chi lavora, soprattutto in una amministrazione pubblica, deve rispondere al suo datore di Lavoro: la gente ONESTA che paga le tasse !
Se in una Azienda PRIVATA fai assenteismo, hai poche scuse: la uscita è sicura !
Perché devono “essere protetti” i “pubblici” ???
Basta con i “lazzaroni” che sperperano i nostri soldi !!!
E come sarebbe che ci sono rischi per i servizi comunali ???
Ma non erano sempre a spasso ?
“grave emergenza che si verrà a creare per la mancanza improvvisa di tutto il personale addetto a servizi esterni” Scusate, ma perche prima il servizio era garantito……da chi?
Questo Paese è meraviglioso e popolato da gente che non cessa di stupirmi!
Di fronte a quello che si presenta come un caso di tenace assenteismo, l’opposizione si preoccupa per “… quei lavori che fino ad oggi erano portati avanti dal gruppo di dipendenti dell’autoparco, finiti ai domiciliari”: ma, stando all’accusa, quelli al lavoro non ci andavano neanche prima !!
era meraviglioso…
a furia di raccomandati e raccomandazioni,il paese è alla frutta (anzi al conto)…
bene,bene…
i cinesi pronti a comprare “tutto a metà prezzo” .