Ammesso il rito abbreviato condizionato per il 18enne di Foligno arrestato nel dicembre 2025 e accusato dalla Procura di Spoleto di violenza sessuale, atti persecutori, lesioni personali e minaccia ai danni della 15enne con cui all’epoca dei fatti aveva una relazione sentimentale. Il ragazzo deve difendersi anche dalla contestazione di maltrattamenti di animali, precisamente di un gatto a cui la ragazzina era affezionata e che secondo gli inquirenti il giovanissimo avrebbe ucciso.
Per il 18enne il pm Roberta Del Giudice aveva chiesto poche settimane fa il giudizio immediato, ma il difensore, l’avvocato Guido Bacino, ha optato per il rito alternativo, che gli è stato accordato dal gup del tribunale di Spoleto Paola Giammarioli. Nell’udienza odierna il giudice ha poi rigettato l’istanza con cui la difesa la scorsa settimana aveva chiesto una misura cautelare più leggera per il giovanissimo, che resta quindi ai domiciliari con braccialetto elettronico. La stessa difesa, poi, aveva anche sollecitato per il giovanissimo l’accesso alla giustizia riparativa, ma anche sul punto è arrivato per ora il no del gup.
Il rito abbreviato, in particolare, è stato condizionato all’escussione di due testimoni, tra cui una minorenne, mentre la difesa ne aveva sollecitati cinque. In questo quadro, dunque, il giudice ha fissato un’udienza per l’inizio di luglio, che servirà a conferire l’incarico a un perito per valutare la capacità testimoniale della ragazzina chiamata in aula. Il gup ha poi ammesso la costituzione come parte civile della mamma della 15enne, in qualità di soggetto esercente la responsabilità genitoriale, che è rappresentata dall’avvocato Annalisa Campagnacci.
Al centro del fascicolo, su cui hanno indagato i carabinieri di Foligno, ci sono una lunga serie di comportamenti violenti che il giovanissimo avrebbe compiuto ai danni della ragazzina fino alla fine del novembre scorso, quando poi la minorenne si è confidata con la mamma e ha presentato denuncia. L’ultima accusa formulata a carico del 18enne è quella di violenza sessuale, che il pm gli ha contestato a seguito dell’incidente probatorio della 15enne, la quale in tribunale ha riferito di come il ragazzo l’avrebbe obbligata per più di un anno ad assecondare con cadenza quotidiana i suoi desideri sessuali, nonostante il diniego esplicito e il disagio manifestato per quei rapporti.
