«L’amministrazione comunale di Terni evidenzia la sua serenità nel prendere atto dell’attività degli inquirenti, fiduciosa che presto emergerà il quadro di correttezza amministrativa che per questo governo della città è stato sempre un valore imprescindibile». Così il primo cittadino di Terni Leopoldo Di Girolamo commenta l’operazione congiunta di polizia e finanza che hanno passato al setaccio uffici comunali e anche qualche abitazione privata tra quelle dei 16 indagati. L’acquisizione di materiale da parte degli inquirenti, neanche a dirlo, ha suscitato reazioni a catena ma il sindaco ha subito dichiarato di voler proseguire nell’azione amministrativa intrapresa.
La maggioranza Non è escluso che l’indagine possa avere contraccolpi in sede di consiglio ma il capogruppo dem Andrea Cavicchioli, intercettato da Umbria 24, ha sgomberato il campo da facili allarmismi: «Non abbiamo ancora un quadro chiaro della vicenda, quindi non è pensabile ipotizzare contraccolpi di nessun tipo. Dateci il tempo di capire, anche per rispetto di chi è coinvolto». Peraltro già da giorni era convocata proprio per questo giovedì sera una riunione di maggioranza in via Mazzini che non risulta sia stata annullata. Se non altro però l’ordine del giorno deve aver subito qualche variazione. Venerdì il segretario regionale dei dem Giacomo Leonelli sarà a Terni per incontrare sindaco e segretario comunale Pd Jonathan Monti.
L’agenda di Palazzo Spada «Nella giornata di oggi – ha proseguito il sindaco nel suo intervento – abbiamo messo a disposizione tutto quanto richiesto dalla magistratura in un clima collaborativo, nell’interesse condiviso di evidenziare la verità. L’azione amministrativa prosegue nel rispetto del mandato elettorale e nella convinzione di aver sempre operato nel rispetto del quadro normativo e legislativo, portando avanti gli interessi della comunità ternana. Continueremo nella azione di governo, anche alla luce delle fondamentali partite che sono in corso per il futuro di questo territorio. Continueremo ad essere a disposizione degli inquirenti per ogni possibile chiarimento, tenendo ferma la correttezza e il rispetto istituzionale».
Di Girolamo replica alle opposizioni Dalla minoranza non sono mancate insinuazioni e grida di giubilo ma il sindaco ha messo subito in chiaro: «Doveroso da parte nostra respingere ogni tentativo di strumentalizzazione politica, in quanto da sempre fermamente convinti che una cosa è il rispondere all’autorità giudiziaria e un’altra che l’azione di vaglio e di indagine sia utilizzata sul fronte politico. Respingiamo ogni tentativo di giudizio non portato avanti dagli organi costituzionalmente preposti ma da ogni altro soggetto non deputato. Renderemo conto alla opinione pubblica in maniera dettagliata di ogni notizia in nostro possesso, affinché il quadro della trasparenza e della informazione sia alimentato in una dimensione più ampia possibile».
M5s Toni chiaramente differenti quelli delle forze di opposizione. Il M5s gongola già dal mattino e in una nota ha scritto ‘Good morning Terni’ rivendicando di aver innescato l’indagine attraverso interrogazioni e atti formali: «Era inevitabile. Consegneremo – hanno annunciato i cinque consiglieri – ulteriori documenti e informazioni. Il timone del predissesto – ricordano – manovra che dovrebbe, secondo il Pd, risanare il bilancio del Comune potrebbe essere gestita da persone coinvolte nell’indagine. Come può chi deve pensare a salvare se stesso, tirare fuori dal fango questa città? C’è una verità che ormai non può più essere negata: il buco del Comune ha riempito le casse delle aziende amiche attraverso una sistematica pianificazione degli appalti volti non a tutelare gli interessi del cittadino ma quelli del partito. Questione morale che non abbiamo mai smesso di denunciare. Avevamo promesso che avremmo aperto tutti i cassetti e lo stiamo facendo. Terni deve rialzare la testa, noi siamo pronti».
Il Pd ai grillini Nel frattempo il responsabile enti locali del Pd Umbria Andrea Pensi ha detto: «Aspettiamo con serenità l’esito delle indagini. Rispettiamo il lavoro degli inquirenti – ha aggiunto – ma riteniamo disdicevole l’atteggiamento degli esponenti locali del Movimento cinque ctelle che dimostrano ancora una volta una doppia morale: ogni cittadino è innocente fino alla condanna definitiva solo se è un grillino; per gli altri valgono atteggiamenti forcaioli che nulla hanno a che vedere con il decoro istituzionale o con la martellante campagna referendaria di sedicenti difensori della Costituzione».
Fi Sulla questione è intervenuto anche il coordinamento provinciale di Forza Italia: «Pur mantenendo il nostro atteggiamento garantista – scrivono – quello che è successo questa mattina al Comune di Terni non può passare come cerca di farlo passare il sindaco, come un fatto normale. Ci sono accuse pesantissime e le ‘ombre’ che da questa mattina si sono addensate su Palazzo Spada dovrebbero essere subito allontanate da chi ha a cuore la città. Ciò si può fare solo attraverso l’allontanamento dei coinvolti (a cominciare dai due assessori) dai ruoli di responsabilità che occupano. Tutto ciò non perché li riteniamo colpevoli ma perché pensiamo che le istituzioni debbano essere salvaguardate. Infine auspichiamo che la magistratura faccia presto e bene il suo compito e si accertino i fatti».
Lega Nord Duro il Carroccio: «L’inchiesta scattata a Terni è la conseguenza inevitabile di quanto andiamo segnalando da tempo – scrive Emanuele Fiorini -, le indagini sono in corso e per questo non vogliamo entrare in valutazioni che spetta alla Magistratura fare, ma auspichiamo che si possa finalmente fare luce su un sistema opaco di amministrazione della cosa pubblica, che sembrerebbe caratterizzato da una metodologia di gestione degli appalti da tempo consolidata in città e su rapporti sempre poco chiari tra pubblico e privato. Su queste tematiche, in particolare per la gestione del verde pubblico, stiamo cercando di vederci chiaro ormai da oltre un anno, attraverso richieste di accesso agli atti, denunce e interventi. Ora che la cosa è emersa, attendiamo i riscontri, fiduciosi del fatto che una volta per tutte si faccia chiarezza su queste e su altre situazioni poco trasparenti. Il sindaco deve fare un passo indietro per il bene della città, tenuto conto che ormai siamo in una fase di ingovernabilità e che dopo il buco di bilancio e questa nuova vicenda, l’unica soluzione per permettere alla città di uscire dalla fase di stallo, è quella di rassegnare le dimissioni così da permettere la nomina di un commissario prefettizio».
Crescimbeni «Se ti suona il campanello di casa all’alba sei sicuramente uno che ha sbagliato, – scrive il consigliere del gruppo misto Paolo Crescimbeni – tuttavia per non essere forcaioli a priori, dico subito che vorrei tanto che l’indagine avviata questa mattina trovi tutto in ordine. Terni, fallito l’obiettivo di capitale della cultura, sia capitale dell’onestà. Ma il sogno, la speranza, spesso divergono dalla realtà. Confidiamo in una giustizia giusta e veloce e, se vi sono responsabilità del tipo di quelle che la rete già diffonde a grande voce, paghino i colpevoli. Ma anche i responsabili politici della locale amministrazione all’interno della quale si sarebbe consumato il tutto, facciano un passo indietro, anche due, anche dieci e lascino i cittadini liberi di esprimere le proprie scelte alla luce di trenta mesi di amministrazione che definire fallimentari significa essere davvero generosi».
Casapound «Ne esce la fotografia di una classe politica fallimentare che può avere consenso solo tramite clientelismi vari – è l’accusa di Casapound -. Per questo motivo torniamo a gran voce a richiedere le dimissioni del sindaco convinti che l’incapacità dimostrata durante la sua gestione non possa più essere tollerata e che è giunto il momento di ripartire da un nuovo modo di concepire la politica e rinnovare la classe dirigente di questa città. Auspichiamo inoltre che a farne le spese non siano come sempre i cittadini ternani, costretti a ricoprire i buchi di bilancio con le tasse locali, ed i lavoratori delle cooperative che rischiano il proprio posto di lavoro».
Rifondazione comunista «L’indagine attivata dalla magistratura presso gli uffici del Comune di Terni non ci coglie di sorpresa – scrive Prc -, le ipotesi di reato contestate dovranno essere chiarite esclusivamente nelle sedi deputate; ciononostante l’attività inquirente non può che certificare una situazione politica ed istituzionale drammatica, al pari dello stato di salute della città.
Accantonando qualsiasi tentazione qualunquista e forcaiola, va sottolineato quanto il Pd e la sua maggioranza siano pericolosi per la città e per il suo tessuto economico e sociale, distrutto da una gestione palesemente clientelare. Un quadro desolante che impone immediate dimissioni di sindaco e giunta al fine di invertire la tendenza progressiva ed inevitabile al collasso. Serve proseguire nella definizione di una alternativa di governo che poggi su una autentica coalizione sociale, in grado di rompere le compatibilità con l’attuale assetto dei poteri locali e regionali».
