Gli agenti durante l'Operazione Spada

di Massimo Colonna

La procura della Repubblica di Terni chiede il prolungamento delle indagini per l’Operazione Spada a carico di sette persone, tra cui il sindaco Leopoldo Di Girolamo. Arriva la conferma del coinvolgimento del sindaco nell’inchiesta della procura sugli appalti comunali sfociata nel blitz del 17 novembre scorso e nell’iscrizione al registro degli indagati di sedici tra assessori, dirigenti e responsabili di cooperative a carico dei quali è stato ipotizzato il reato di associazione a delinquere finalizzato alla turbativa d’asta

Sindaco indagato Il primo cittadino mercoledì mattina ha fatto sapere informalmente di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia, comunque non necessario per permettere agli inquirenti di verificarne la posizione, mentre è indispensabile ad esempio per perquisizioni e sequestri. Il prolungamento dei termini di indagine a disposizione degli inquirenti, titolare del fascicolo è il pm Raffaele Iannella, è stato notificato ai legali di sette indagati tra cui l’assessore Stefano Bucari. Non è chiaro ancora se nei prossimi giorni la proroga della magistratura scatterà anche per altri filoni legati agli appalti comunali oppure se per alcuni soggetti inizialmente coinvolti si vada verso l’archiviazione o anche si ritenga di disporre di tutti gli elementi necessari.

L’atto Anche perché gli inquirenti avevano individuato almeno sette filoni di indagine relativamente alle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. Si passa dal verde pubblico alle mense, dalla gestione della Cascata delle Marmore ai servizi cimiteriali. La richiesta di proroga a questo punto potrebbe anche riguardare soltanto una parte degli indagati, magari quelli inseriti in un particolare settore dell’inchiesta che secondo gli inquirenti merita evidentemente ulteriori approfondimenti.

Si allungano i tempi Quello che è certo è che una parte delle indagini andrà avanti anche nei prossimi mesi: la richiesta della procura è fino a sei mesi, anche se ovviamente i tempi potrebbero essere più stretti. Anche perché la mole di materiale sequestrato è notevole e, trattandosi di una materia molto tecnica come l’affidamento di appalti, agli inquirenti servirà tempo anche per riscontrare le loro ipotesi di reato con i documenti e i file prelevati dalle sedi comunali e delle cooperative coinvolte.

@tulhaidetto

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