mercoledì 8 febbraio - Aggiornato alle 05:22

Appalti a Terni, polizia e finanza in Comune: sedici indagati e decine di perquisizioni

Associazione a delinquere per turbativa d’asta, coinvolti due assessori. Acquisiti documenti e pc, sindaco: «Non abbiamo nulla da nascondere»

di Massimo Colonna 

Sedici indagati e una trentina di perquisizioni. Si sveglia con una maxi attività investigativa tutta incardinata sugli appalti del Comune, la città di Terni dove le autorità intorno alle 8 hanno fatto capolino a Palazzo Spada ma anche negli uffici della palazzina del pentagono in corso del Popolo. Qui in particolare gli uomini della polizia giudiziaria si sarebbero concentrati su tre piani precisamente quelli in cui sono dislocati gli uffici dei lavori pubblici, verde pubblico e ambiente dove si sarebbe proceduto all’acquisizione non soltanto di documenti ma anche di computer.

«SEDICI INDAGATI PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE»: VIDEO
IL BLITZ NELLE SEDI COMUNALI: FOTOGALLERY
«NON ABBIAMO NIENTE DA NASCONDERE»: VIDEO

Inchiesta sugli appalti del Comune di Terni Oltre centoventi uomini hanno operato per tutto la giornata tra municipio, sedi di aziende e cooperative, ma anche abitazioni private. Intorno alle 11 un elicottero dei carabinieri ha anche sorvolato la sede storica del Comune, poi si è appreso che era di passaggio. Secondo quanto si apprende sotto la lente degli inquirenti ci sarebbero le gare dell’ente tra cui quelle per il verde pubblico e la refezione. Non risultano arresti, ma la procura avrebbe iscritto al registro degli indagati sedici persone ipotizzando a loro carico il reato di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, tra questi figurerebbero anche due assessori. Sarebbero una cinquantina, poi, le perquisizioni scattate giovedì mattina a Terni dove uomini della questura e delle fiamme gialle hanno passato al setaccio non soltanto le sedi comunali, ma anche le abitazioni di alcuni soggetti iscritti al registro degli indagati e sembrerebbe sedi di cooperative. In base a quanto risulta l’attività investigativa è in corso da alcuni mesi e riguarda capitoli di appalti particolarmente tecnici tanto che è stato necessario l’impegno di personale specializzato della Guardia di finanza per verificare le procedure di appalto adottate dall’ente. A coordinare l’inchiesta è il procuratore capo, il dottor Alberto Liguori, col pubblico ministero Raffaele Iannella. A Palazzo Spada intorno alle 10 sono arrivati gli assessori Tiziana De Angelis ed Emilio Giacchetti che non hanno rilasciato dichiarazioni, poco dopo è arrivato in municipio anche il vicequestore aggiunto, Alfredo Luzi, capo della squadra mobile.

Gli indagati In base a quanto può anticipare Umbria24 tra i sedici indagati ci sono l’assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari, quello al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, Renato Pierdonati (direzione lavori pubblici e gestione territorio del Comune di Terni), Federico Nannurelli (direzione lavori pubblici del Comune di Terni), Stefano Notari (presidente coop sociale Alis), Carlo Andreucci (responsabile appalti e progettazione sociale presso coo sociale Actl, assistito dall’avvocato Massimo Proietti), Sandro Corsi (presidente coop sociale Actl), Antonio Sabatini (responsabile legale della società cooperativa Ultraservizi), Paolo Neri (direzione gestione e manutenzione patrimonio del Comune di Terni), Luca Ascani (coop sociale Gea), Gianluca Tomassi (presidente della coop sociale La Torre), Goffredo Maria Copparoni (Terni Reti), Nicola Cimadoro (coop Solco), Alessandro Marinucci (multiservizi Asso srl).

Di Girolamo: «Non abbiamo nulla da nascondere» Intorno alle 13 il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha lasciato Palazzo Spada, commentando: «Vediamo le contestazioni che sono state formulate poi valuteremo nel merito, ma come sempre – ha detto – non abbiamo nulla da nascondere e abbiamo fornito la massima collaborazione. Noi continuiamo nel lavoro impostato per la predisposizione del piano di riequilibrio da una parte ma anche per le iniziative di sviluppo della città, dall’Area di crisi complessa ad Agenda urbana, su cui proseguiamo con la stessa intensità e impegno. Sul fronte politico? Attendiamo, siamo ancora nella fase di acquisizione documentale». A far eco è il capogruppo del Pd, l’avvocato Andrea Cavicchioli: «Attendiamo di avere un quadro più chiaro della vicenda, altrimenti non è pensabile ipotizzare contraccolpi di nessun tipo. Dateci il tempo di capire anche per rispetto di chi è coinvolto».

M5s: «Era inevitabile» Dall’altro lato della barricata il M5s che in una nota titolata Good morning Terni scrive: «L’intervento della magistratura a fronte di situazioni di palese criticità è un atto di normalità a cui forse non eravamo più abituati ma che per noi era inevitabile. Abbiamo presentato decine di interrogazioni, di atti formali, decine di richieste di accesso e ci siamo scontrati con muri di gomma che sembravano insormontabili. Atti e segnalazioni inerenti agli argomenti su cui sembrerebbe concentrarsi l’indagine. Nelle prossime ore consegneremo ulteriori documenti e informazioni in merito. Il timone del predissesto, manovra che dovrebbe, secondo il Pd, risanare il bilancio del Comune potrebbe essere gestita da persone coinvolte nell’indagine. Come può chi deve pensare a salvare se stesso tirare fuori dal fango questa città? C’è una verità che ormai non può più essere negata: il buco del Comune ha riempito le casse delle aziende amiche attraverso una sistematica pianificazione degli appalti volti non a tutelare gli interessi del cittadino ma quelli del partito. Questione morale che non abbiamo mai smesso di denunciare. Avevamo promesso che avremmo aperto tutti i cassetti e lo stiamo facendo. L’ingresso del M5S a Palazzo Spada ha trascinato un Comune immerso nella penombra alla luce sole. Non ci arrenderemo di fronte alla decadenza dentro cui ci hanno portato. Terni deve rialzare la testa, è ora di restituire dignità alle istituzioni e di liberare le forze migliori, ricordando che le competenze non hanno tessere di partito. Noi siamo pronti».

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