
di Ivano Porfiri
Altri 18 spacciatori magrebini in manette nell’operazione «Termopili», giunta alla puntata numero 4, il che consente al questore di Perugia Sandro Federico di dire: «La guerra allo spaccio non è vinta, ma quello che chiamavano il supermarket della droga non c’è più».
Elogi alla mobile In una conferenza stampa in questura, Federico ha voluto elogiare innanzi tutto gli uomini della squadra moblie: «Combattono ogni giorno, non senza pericolo, dato che gli spacciatori ormai ci temono e comunque girano sempre armati». L’ultima retata ha visto l’arresto di 18 clandestini (11 tunisini, 6 marocchini e un egiziano) tra i 20 e i 40 anni. Sequestrati circa 50 grammi di droga, tra eroina e cocaina. Il meccanismo con cui sono stati presi è ormai quello consolidato delle operazioni Termopili: l’arresto differito. «Abbiamo aguzzato l’ingegno studiando ciò che ci consentiva la legge – ha detto il questore – cioè la possibilità di operazioni sotto copertura non solo per il traffico, ma anche per lo spaccio al minuto, così possiamo raccogliere prove e contestare, grazie alla preziosa collaborazione della procura, lo spaccio continuato». I frutti si sono visti con le recenti prime condanne figlie delle Termopili precedenti, con spacciatori condannati a pene fino a 12 anni e la contestazione del reato associativo.
Modus operandi Federico è intervenuto anche sulla situazione complessiva della sicurezza in città a Perugia. «Tutto nacque dai servizi giornalistici successivi al caso della povera Meredith, in cui si vedeva la facilità di comprare la droga in centro, il che creava paura e allarmismo. Ci siamo detti: se lo fanno i giornalisti, perché non cominciamo a farlo anche noi? E così è stato». Da allora, riferisce il questore, gli uomini della squadra mobile quotidianamente si mischiano a quella «marmaglia», come l’ha definita, che «viene a Perugia solo per spacciare». Gli arresti e le condanne hanno fatto sì che la situazione sia cambiata. «Ora ci temono – dice Federico – a chi vuole comprare droga chiedono: tu no Termopili? E ora in centro spesso si prendono solo contatti e per avere la droga servono 2-3 passaggi. Prima mancava poco che mettessero il banchetto». Nessun riscontro, invece, sul fatto che il flusso di clandestini dal Nordafrica sia organizzato, come precisano il capo della mobile Marco Chiacchiera e il vice Gianluigi Manganelli. «Sono state svolte indagini – dicono – ma non sono altro che cani sciolti che vengono a Perugia con il passaparola».
Prevenzione Ma è anche sulla prevenzione che si è fatto un lavoro certosino. «Il quadro è Piano coordinato di controllo del territorio – spiega il questore – dentro il quale operano la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza, i vigili urbani, la polizia provinciale, ognuno con un ruolo importante per cui tutti sanno che ora in centro, ma anche nelle altre zone calde, noi ci siamo: nessuno è lasciato da solo. E anche le ordinanze del sindaco contro l’alcol sono state fondamentali. In una frase – conclude Federico – seppur consapevoli che la guerra continua: abbiamo ripreso il controllo del territorio».
