Un pusher e un cliente in via dei Priori

di Ivano Porfiri

Altri nove spacciatori, tutti tunisini, sono stati arrestati dalla sezione criminalità diffusa della squadra mobile di Perugia in via dei Priori, in pieno centro storico. I dettagli dell’operazione, appunto denominata “Priori”, sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del questore Sandro Federico, che ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

Le segnalazioni Ancora una volta tutto è partito dalle segnalazioni dei cittadini, assediati dai gruppi di spacciatori e dal viavai dei clienti (anche se, nel corso dell’operazione una ragazza si è avvicinata ai poliziotti dicendo che per colpa loro «qua non si trova più il “fumo”»). Il punto di riferimento di questo gruppo di pusher, per lo più «facce nuove» le ha definite il capo della mobile Marco Chiacchiera, era il kebab (attualmente chiuso per cambio di gestione) a metà di via dei Priori. Lì avveniva il contatto con i clienti, spesso giovanissimi, e a volte all’interno dell’esercizio avveniva addirittura la cessione della droga.

Le indagini Dopo una lunga serie di appostamenti e pedinamenti (grande merito va all’operatore che ha ripreso la cessione dello stupefacente facendo vere e proprie acrobazie, riprese decisive per gli arresti) ma anche grazie alle testimonianze degli acquirenti fermati (13 segnalati in prefettura tra cui 2 minori), sono scattati gli arresti. I fermi sono stati disposti dal sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini.

Gli arresti In manette per detenzione ai fini di spaccio sono finiti: Marwan Hagri di 23 anni, Foued Ghnia di 28, Walid Khmiri di 26, Hichem Ayari di 21, Mohamed Hammoudi di 18, Hassen Karoui di 27 e Marouani Hamdi di 24. Arrestato in flagranza e già condannato per direttissima per aver vendito hashish a due ragazzi, Imed Amri, di 33 anni. Invece Walid Kouki, di 33 anni anche lui, è stato arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Al momento dell’arresto, in piazza Danti, infatti, ha reagito aggredendo un poliziotto con un paio di forbici. Dopo aver ferito l’agente prima all’avambraccio sinistro e poi procurandogli la frattura del dito medio della mano destra, è riuscito a divincolarsi e a fuggire lungo via Ulisse Rocchi. Dopo una serie di ricerche, il 33enne è stato arrestato sulle scalette del Duomo.

Il questore e “lorsignori” Sottolineando il grande sforzo profuso dagli agenti della squadra mobile, il questore ha approfittato per rimarcare come «spesso in città molti signori aprono la bocca e offrono soluzioni per sconfiggere un problema annoso come quello dello spaccio. A loro voglio dire che il contrasto da parte di questi ragazzi, che sono professionisti, è giornaliero e a loro deve andare il ringraziamento dell’intera cittadinanza perché lo fanno mettendo a repentaglio la loro incolumità. Lascio perciò a lor signori le elucubrazioni, io mi tengo i miei ragazzi». Federico ha spiegato come «ogni operazione è preceduta da un’attività di intelligence che fa sì che vengano condannati, perché privare una qualsiasi persona della propria libertà personale è una cosa seria e grave».

Encomi per Termopili Federico ha annunciato poi come la mobile perugina sia stata appena insignita dal capo della polizia di 8 encomi solenni e 13 encomi per l’operazione Termopili (la madre di tutte le operazioni di contrasto allo spaccio). «E’ il mio lascito a Perugia», ha detto Federico che a ottobre andrà in pensione. Il questore ha voluto elogiare gli agenti anche per la professionalità con cui reagiscono alle provocazioni. «Abbiamo visto cosa è accaduto a Milano, qui per fortuna non è successo».

Appello ai cittadini Infine, il questore ha inviato un messaggio ai cittadini: «Se notate attività di spaccio piuttosto che il 113, se potete riferitelo al poliziotto di quartiere: la raccolta di elementi può essere più efficace per la cattura dei pusher».

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