Era un vero e proprio supermarket dello spaccio, il locale denominato «Centro Estero Market» e conosciuto negli ambienti frequentati da nigeriani come «Mama» in quanto gestito da una donna africana. Gli agenti della squadra mobile di Perugia hanno fermato nel corso dell’operazione denominata «Big Mama» dieci persone, tutte straniere implicate in diversi reati e chiuso l’esercizio commerciale di via Curtatone e Montanara, a due passi dal sottopasso della stazione.
I nomi dei fermati I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, cui ha partecipato il questore Sandro Federico e il capo della mobile Marco Chiacchiera. Per detenzione e spaccio di droga (cocaina, eroina e marijuana) sono finiti in manette Lucky Aguele di 37 anni anni, Sara Ogwa di 32, Timothy Williams Chukwuma di 27, Tony Aigbojie di 33, Osereman Imodu di 26, Victor Uwabor di 21, Friday Lawrence Uwamari di 30 anni, tutti di nazionalità nigeriana. Per rapina all’educatrice dell’asilo nido di Case Bruciate è stato invece fermato il tunisino 31enne Makram Boughanemi. Arrestati per tentato omicidio il nigeriano Lucki Ojeca e il tunisino Mahdi Kouki, implicati nell’accoltellamento di Fontivegge qualche giorno fa. Tutto gli episodi, secondo quanto riferito dal capo della squadra mobile, sono maturati nel contesto delle frequentazioni del «Mama».
Agenti travestiti da operai Lì lo spaccio avveniva in modo da cautelarsi contro le forze dell’ordine. Impossibile avvicinarsi per fingersi clienti, in quanto gli spacciatori usavano un sistema di sentinelle. Quindi gli agenti hanno dovuto travestirsi da operai al lavoro su un cantiere stradale per raccogliere elementi. Così hanno potuto verificare l’andirivieni di clienti, diversi dei quali sono stati segnalati come assuntori. Tra loro italiani e stranieri, anche minorenni. Fino al blitz, che ha portato ai fermi e alla chiusura per 15 giorni dell’esercizio commerciale.
Il questore agli assuntori: state attenti Nel corso della conferenza stampa, il questore ha messo in guardia gli assuntori. «Questi ragazzi – ha detto – devono stare attenti perché rischiano, se pizzicati più volte, provvedimenti da parte del questore». Federico ha sottolineato come «gli universitari che spesso vanno a comprare lo stupefacente saranno gli avvocati, i manager, i politici di domani. A loro vorrei dire che rischiano grosso perché certi provvedimenti restano per tutta la vita».

