Niente più draga galleggiante semovente. A causa delle difficilissime condizioni del lago Trasimeno, per i dragaggi delle tre darsene di Magione si userà un escavatore anfibio. È questa la novità al centro della perizia di variante migliorativa approvata nei giorni scorsi dall’Unione dei Comuni del Trasimeno a proposito dei lavori, approvati nel novembre scorso, che saranno realizzati nelle tre darsene.
Le mutate condizioni La decisione di cambiare strategia operativa rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento è legata direttamente alle «mutate condizioni del Lago Trasimeno», che sta attraversando una fase di prolungato deficit d’acqua (in questi giorni il livello è di circa 1,50 metri sotto lo zero idrometrico). Con una profondità media del fondale che in alcune zone oscilla tra i trentacinque centimetri e poco più di un metro e mezzo, l’utilizzo di una classica draga galleggiante avrebbe comportato un rischio quasi certo di incaglio. Per sbloccare la situazione e garantire l’accessibilità dei porti si è quindi scelto di puntare su un mezzo anfibio, capace di muoversi e lavorare anche con pochissimi centimetri d’acqua grazie a speciali galleggianti e piloni di stabilizzazione.
Le operazioni L’escavatore anfibio lavorerà galleggiando grazie a galleggianti laterali e pali stabilizzatori, azionando una pompa dotata di fresa rotante che aspirerà una miscela composta da acqua e terra. Questa miscela sarà spinta attraverso condotte galleggianti e terrestri verso due vasche di raccolta provvisorie: una situata a San Feliciano, in località Capanne, e l’altra a Sant’Arcangelo, nei pressi del locale centro ittiogenico regionale. All’interno di questi spazi il materiale decanterà e si asciugherà in modo del tutto naturale grazie all’azione del sole e del drenaggio. Una volta completato il processo di essiccazione, che ridurrà sensibilmente il volume complessivo della terra, il materiale asciutto verrà riutilizzato direttamente sul posto per il rimodellamento ambientale delle stesse aree di raccolta, evitando così di doverlo smaltire come rifiuto in discarica.
I cantieri I lavori si concentreranno su alcune delle aree più critiche del comune di Magione, in particolare a Sant’Arcangelo e a San Feliciano, dove si interverrà nella darsena dei Pescatori e nella in quella della Cooperativa. Se cambia la tecnologia, gli obiettivi rimangono invece immutati: i tecnici infatti assicurano che «le variazioni previste nella perizia di variata lasciano inalterate le finalità dell’intervento», incentrato sulla sicurezza della navigazione, sulla riduzione del rischio idraulico e sulla protezione delle coste dall’erosione.
I costi L’intera operazione non comporterà alcun aumento di spesa rispetto a quanto stabilito in partenza. L’importo del contratto resta infatti fissato a circa 934 mila euro, all’interno di un finanziamento complessivo di 1,78 milioni di euro garantito da fondi statali del Comitato interministeriale per la programmazione economica. La riorganizzazione delle attività ha permesso di inserire le nuove attrezzature e le tubazioni necessarie per il trasporto dei fanghi compensando i costi senza gravare sulle casse pubbliche.
I tempi Per quanto riguarda i tempi di attuazione, la consegna formale delle aree è già avvenuta nel mese di marzo, mentre l’avvio vero e proprio degli scavi in acqua è programmato per giugno. Il calendario dei lavori tiene conto del progressivo abbassamento estivo del lago e si svilupperà su un arco temporale complessivo di 1.110 giorni. Una prima fase di otto mesi sarà dedicata alle attività di scavo e al trasferimento dei materiali nelle vasche di raccolta. Seguiranno poi due anni di monitoraggio ambientale per consentire l’asciugatura naturale dei sedimenti e, infine, gli ultimi cinque mesi serviranno per la sistemazione definitiva del terreno e il ripristino dell’area.
