di M.T.
La politica ha le sue logiche e l’emergenza pure. Non sempre si incontrano. Ne è l’esempio quanto emerso in occasione della trasmissione televisive ‘Le Iene’ andata in onda domenica sera e che ha provocato strascichi di polemiche sui social media. La narrazione delle ‘Iene’ è condivisa dai ‘5 Stelle’ umbri e in sostanza dice che nel bel mezzo dell’emergenza, dopo il terremoto che ha raso al suolo Norcia, ci sono delle casette di legno disponibili poco distanti dal cratere, mentre gli sfollati sono «per strada». La Regione dell’Umbria non ci sta a queste accuse e, in sintesi, risponde che non è vero, che la disponibilità all’uso delle casette esiste da tempo, che trasferirle costa più che farle nuove, che alle persone si è preferito dare una assistenza più appropriata, distante dalla crisi sismica e con l’obiettivo di riportarli, nel più breve tempo possibile, nei rispettivi luoghi di appartenenza, in condizioni confortevoli.
La ricostruzione Per comprendere meglio il nodo della polemica proviamo a entrarci dentro. Parliamo delle casette in legno di Sellano, Capodacqua e Nocera Umbra. Il consigliere Regionale 5 Stelle, intervistato dalle Iene dice che piuttosto che utilizzarle si preferisce «un nuovo appalto nazionale per la costruzione di 18 mila casette. Questo costerà allo stato oltre un miliardo di euro e il costo medio di ciascuna casette è di circa 60-65mila euro». Poi aggiunge: «Saranno disponibili entro l’estate». Le Iene hanno anche sentito un addetto alla manutenzione del Comune di Foligno che spiega: «La manutenzione di queste casette di legno viene costantemente fatta, ogni anno e consiste nella tinteggiatura delle doghe. Costa 160 mila euro».
Le Iene La giornalista spiega che in tutta l’Umbria, di casette in legno realizzate in occasione del terremoto del 1997 ce ne sarebbero «più di 700 tutte disabitate». Dal servizio si apprende che si tratta di casette per cinque persone, «da 40 a 68 metri quadri», e quindi risolverebbero il problema per 2000, 2500 persone, la metà degli sfollati di Norcia, per intenderci.
Spostare le casette La polemica verte principalmente sulla possibilità di poterle prendere da dove si trovano e spostarle dove ce n’è bisogno. Su questo il consigliere Liberati spiega che «ci hanno detto che non si possono muovere», mentre l’addetto alla manutenzione dice che «si possono spostare, modificando la base. Due di queste casette – aggiunge – le presero i pompieri un anno e mezzo fa. Tolsero anche le casette su un campo ad Acquabianca». Anche chi le costruisce, intervistato, ha detto:«Queste case si possono smontare e rimontare». La Regione, attraverso una nota stampa, fa sapere che «queste strutture, collocate in prevalenza nei territori di Foligno e Nocera Umbra, sono infisse al suolo e non smontabili, a differenza dei nuovi prototipi di moduli provvisori che saranno montati nelle zone della Valnerina. Quand’anche si volesse procedere ad un loro smontaggio e rimontaggio, i costi sarebbero addirittura superiori a quelli per l’acquisto di nuovi moduli e sarebbe inoltre alquanto complessa la procedura per certificarne l’abitabilità».
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TUTTO SUL TERREMOTO
L’affitto Ma la polemica si nutre di altri particolari, come quello dell’affitto. Sempre l’addetto alla manutenzione, alle Iene dice: «Di fatto ci vengono i romani d’estate a fare le vacanze. Il Comune li affitta». Nel servizio viene spiegato che il contratto prevede come in caso di emergenza da terremoto devono essere immediatamente sgomberate e messe a disposizione degli sfollati. Sempre il tecnico aggiunge: «Una è stata data anche a una associazione di motociclisti». «In piena emergenza terremoto», dice la giornalista delle Iene alcune casette «sono state demolite – aggiunge il tecnico del Comune -, non si capisce proprio il motivo. Le ha demolite la società nostra, comandata dal Comune di Foligno. Con un escavatore è stata presa e trascinata giù». La Regione spiega che le casette «sono attualmente gestite dalle amministrazioni comunali in cui insistono ed utilizzate da più soggetti sulla base di comodato d’uso o locate, con la precisa condizione che in caso di necessità le stesse devono essere immediatamente restituite. Scelta, questa, che ha consentito ai Comuni di preservare questo patrimonio e non farlo deperire».
La risposta alle Iene La Regione ha precisato che «il sistema regionale di Protezione civile ha assicurato una collocazione di tutti i cittadini coinvolti dal sisma e che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, in situazioni assolutamente confortevoli, nelle proprie aree di residenza, come l’autonoma sistemazione o la sistemazione alberghiera, in attesa delle ‘casette’ nei Comuni interessati dal sisma. Non c’era quindi – aggiunge – alcuna necessità di far ricorso a ‘casette’, peraltro in località distanti dai propri luoghi di residenza». Se durante la trasmissione delle Iene si è parlato di 20 minuti di percorrenza dalle casette in legno per chi fosse disponibile a percorrerli anche solo per andarci a dormire, la Regione tiene a precisare che «attualmente, i residui campi dove sono presenti questi moduli distano circa 80 chilometri da Norcia o da altre località della Valnerina, con tempi di percorrenza di oltre 90 minuti». La spiegazione della scelta degli alberghi eccola: «Si è proceduto – nella stessa giornata del 30 ottobre – ad assicurare a chiunque ne avesse fatto richiesta una collocazione in strutture alberghiere fuori dall’area dove era in atto la crisi sismica. Ciò per la duplice ragione di mettere in sicurezza i cittadini, offrire loro una adeguata e confortevole collocazione e garantire luoghi in grado di offrire loro anche maggiore serenità».
Disponibilità Mentre sule casette in questione la Regione parla di «disponibilità anche ai Comuni marchigiani all’eventuale utilizzo dei moduli provvisori presenti nei campi di Colfiorito, in quanto vicini all’area colpita», il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, chiarisce che «i prefabbricati in legno, come altre strutture, ad esempio, il palasport, sono stati messi a disposizione della popolazione nell’immediatezza. Sono stati messi a disposizione – aggiunge – i prefabbricati in legno di coloro che si sono presentati spontaneamente, per trascorrere la notte, senza alcuna assegnazione. Faccio un appello a coloro che hanno in locazione i prefabbricati in legno che, considerata la situazione, possano collaborare per rendere il più agevole possibile l’eventuale messa a disposizione di queste strutture, se fosse necessario, a favore di coloro con una situazione di inagibilità nel territorio ma anche nei Comuni vicini».
Ricognizione in corso Insomma la questione ‘casette’ è in evoluzione. La Regione infatti spiega che «è in corso una ulteriore ricognizione da parte delle amministrazioni comunali di Foligno e Nocera Umbra per verificare il numero di moduli disponibili che potranno essere assegnati ai terremotati che ne faranno richiesta. Occorre precisare, però, che obiettivo del sistema regionale della Protezione civile è quello di offrire ai cittadini una collocazione presso i luoghi di residenza, nell’immediato attraverso l’uso dei container e successivamente nelle nuove casette’. In sostanza, poter riportare le persone nei loro luoghi, offrendo soluzioni abitative nuove e confortevoli, e non moduli costruiti venti anni fa e in località lontane. Questo, avendo ascoltato le loro richieste, riteniamo sia il desidero degli stessi cittadini: poter al più presto tornare nei propri territori e vicini anche ai propri luoghi di lavoro».

Non capisco l’appello di Mismetti a chi ha in locazione i prefabbricati in legno ” che, considerata la situazione, possano collaborare per rendere il più agevole possibile l’eventuale messa a disposizione di queste strutture, se fosse necessario, a favore di coloro con una situazione di inagibilità nel territorio ma anche nei Comuni vicini”. Da ciò si evince queste casette sono rimaste in uso a coloro che da tempo non ne hanno più bisogno. Maggior chiarezza no?
Se vogliamo serbare intatto il loro sicuro fascino, è vitale apprezzabile che all’insorgere dei primi segni di deterioramento, si intervenga rapidamente.