di Daniele Bovi
Il decreto che elimina il Superbonus per le zone colpite dai terremoti del 2009 e del 2016 non ha sorpreso solo le istituzioni che governano i territori, ma anche il commissario per la ricostruzione Guido Castelli. Dopo il varo del decreto il senatore di FdI è andato a Palazzo Chigi per cercare una soluzione che salvi le zone del Centro Italia terremotate, per le quali il Superbonus teoricamente scadrebbe il 31 dicembre 2025.
Il commissario e Tesei «Siamo al lavoro, sono in contatto con Palazzo Chigi e Mef per cercare di correggere il tiro» ha detto nelle ultime ore Castelli, che ipotizza delle correzioni in aula quando il decreto sarà convertito. Castelli assicura di essere al lavoro insieme ai presidenti delle Regioni interessate e sottolinea che nel cratere «o si mantengono la cessione del credito e lo sconto in fattura collegato al 110 per cento o si dovrà aumentare il contributo parametrico». A Palazzo Chigi il commissario ha «cercato di spiegare che per il cratere il Superbonus on è uno strumento voluttuario, non è un orpello, ma quello con cui abbiamo contrastato l’aumento dei prezzi dei materiali». All’Ansa poi giovedì la presidente Donatella Tesei ha assicurato che «ci siamo immediatamente operati per cercare di tutelare la ricostruzione nella zona del cratere che è sempre stata una delle priorità del nostro mandato e la netta accelerazione che ha avuto negli ultimi anni ne è dimostrazione tangibile». «Sono in contatto con il commissario sin da ieri – ha aggiunto – e, da parte mia, sto tenendo alcune interlocuzioni dirette con il Governo».
LO STOP AL SUPERBONUS PER LE AREE TERREMOTATE
I sindaci Umbria24 ha ascoltato i sindaci delle zone terremotate dell’Umbria, tra i quali ci sono grande preoccupazione e speranza che il Superbonus venga salvaguardato. «È una questione rilevantissima – dice Andrea Sisti, primo cittadino di Spoleto – so che il commissario se ne sta occupando ma è grave che non sia stato interpellato prima. Senza il Superbonus la ricostruzione privata resterebbe al palo. Questi scossoni sono deleteri». Giuliano Boccanera, facente funzioni a Norcia dopo la sospensione di Nicola Alemanno, si dice preoccupato ma anche speranzoso che «la deroga venga confermata per tutto il 2025».
Le posizioni Alemanno, pronto a ricandidarsi dopo la richiesta di assoluzione per abuso d’ufficio, parla di «situazione pesantissima che rischia di avere ripercussioni molto gravi», e anche di una «gravissima discriminazione tra chi ha usufruito del Superbonus e chi no». Alemanno sottolinea che «dal punto di vista economico queste misure possono avere un senso, ma vanno programmate. Il bilancio dello Stato è importante ma gli oneri per il cratere ammonterebbero a circa 700 milioni; l’operazione quindi è ampiamente sostenibile per lo Stato». Alemanno si dice però fiducioso che «grazie all’azione di Forza Italia e del commissario il buon senso prevarrà e si troverà una soluzione; diversamente non ci saranno soluzioni per tante persone».
Sindaci e consiglieri Mario De Carolis, sindaco di Cascia, è molto preoccupato: «Abbiamo preso in modo estremamente grave questa misura; speriamo – dice – che cambino idea altrimenti la ricostruzione si blocca. Per noi è un fulmine a ciel sereno e le persone sono disorientate; in alcuni casi si parla anche di persone economicamente fragili: chi aveva le risorse infatti ha già fatto partire i lavori». Sul tema giovedì è intervenuta anche la capogruppo pd in consiglio regionale Simona Meloni: «La furia ideologica del Governo – dice – sempre di più focalizzato a spazzare via quanto fatto dai precedenti, cancella superbonus e sconto in fattura, dando un durissimo colpo alla ricostruzione del terremoto 2016 ma anche a quella del sisma del 2023 di Umbertide e Perugia, dove i bonus potevano dare un sostegno ai privati e alla ricostruzione». «Per una decisione drastica come quella presa dal Cdm – aggiunge – sarebbe stata utile una approfondita concertazione e un’uscita graduale, in grado di tener conto dei bisogni di tutti. Così invece si rischia di mettere su un binario morto la ricostruzione».
Architetti A protestare sono anche gli architetti della Provincia di Perugia attivi nella ricostruzione che «in attesa di una necessaria e ormai fondamentale chiarezza sulle procedure da applicare nella definizione dei progetti – scrivono – si vedono costretti a sospendere qualsiasi nuova consegna di progetti fino alla necessaria definizione delle incertezze createsi. Tutto ciò anche al fine di tutelare i propri client». «È ormai noto – aggiungono – che l’insufficienza del contributo concesso non consente ai cittadini di completare i lavori senza dover ricorrere all’uso combinato dei Superbonus”. “Ora – aggiungono – eliminando questa possibilità i cittadini dovranno reperire le somme necessarie o non completare le opere. Inoltre è doveroso sottolineare la disparità di trattamento tra coloro che finora ne hanno potuto beneficiarne e quelli che per i più svariati motivi non hanno potuto farlo».
Anci e Terzo settore Sempre giovedì l’Anci di Abruzzo e Marche ha chiesto correttivi e un confronto al Governo mentre il Forum del Terzo settore, anch’esso colpito dal decreto, attraverso la portavoce Vanessa Pallucchi ha ricordato che «senza incentivi fiscali, giustamente mantenuti finora, la gran parte degli enti – osserva Pallucchi – non sarà in grado di apportare alle strutture tutti quei miglioramenti fondamentali in ottica di sostenibilità ambientale e per il contenimento dei consumi energetici. Eliminare per il Terzo settore la possibilità di beneficiare del Superbonus vuol dire non riconoscere il valore del suo apporto alla comunità , in termini sociali ed economici, ed è quindi un negativo quanto non comprensibile passo indietro. Il Governo è ancora in tempo per ripensarci».
Mutui Intanto l’Abi con due circolari ha comunicato la proroga per 12 mesi della sospensione dei mutui per il sisma del novembre 2022 nelle Marche e quello del marzo 2023 in Umbria.
