di Stef.Sup.
Una situazione «paradossale e insostenibile», è stata definita così la mancanza di posti auto riservati agli agenti di polizia, in servizio ad Assisi. A farsi portavoce della “polemica” scoppiata a fine gennaio – ai microfoni di Umbria24 – il segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia, Giovanni D’Alessandro. Gli agenti chiedono di «riaprire il confronto e trovare una soluzione concreta in tempi rapidi», con il rischio che la vicenda possa trasformarsi in un «caso politico».
Polemica La controversia nasce quando a gennaio viene revocata la convenzione con il parcheggio Saba di via Mojano ad Assisi, che consentiva al personale del Commissariato di Assisi di utilizzare i parcheggi a tariffe agevolate. A fine gennaio il sindacato chiede quindi alla direzione di Saba la riattivazione della convenzione o l’estensione ad altre strutture gestite dalla società ma senza ottenere alcun riscontro. A inasprire ulteriormente il clima è stato anche «il silenzio più assoluto» da parte dell’amministrazione, percepita dal Sap come «distante e poco collaborativa». D’Alessandro a Umbria24 spiega che il sindaco di Assisi «dopo un’iniziale disponibilità per un incontro, lo ha poi rimandato senza comunicare ulteriori convocazioni».
Disparità Da quanto riporta il sindacato, ciò che risulterebbe intollerabile è anche la disparità di trattamento rispetto ad altre forze dell’ordine operanti nello stesso contesto territoriale. Il segretario provinciale sottolinea infatti come nel centro storico di Assisi, precisamente in via Mojano, le altre forze dell’ordine dispongono di parcheggi riservati. Una situazione che, secondo di D’Alessandro, non trova alcuna giustificazione e contrasta con i principi di equità amministrativa: «Un agente costretto a dedicare una porzione considerevole del proprio tempo all’individuazione di uno spazio di sosta è un agente sottratto alle funzioni di sicurezza e di contrasto alla criminalità».
Responsabilità Infine, una «profonda delusione» viene espressa nei confronti del dirigente del Commissariato di pubblica sicurezza di Assisi. «Dalla dirigenza locale del Commissariato non è emersa alcuna soluzione concreta, né alcuna iniziativa autonoma volta a risolvere o quantomeno attenuare il disagio quotidiano del personale» sottolinea D’Alessandro, aggiungendo che come sindacato hanno fatto «tutto ciò che era nelle nostre possibilità». Inoltre, la scelta di rendere pubblica la vicenda «perché la città di Assisi e l’opinione pubblica hanno il diritto di sapere in quali condizioni operano i loro poliziotti».
