di Iv. Por.
Le modifiche apportate dalla Croce rossa non bastano al Comune di Assisi, che porta alle estreme conseguenze la polemica intorno allo spot fatto e promosso da Facebook per promuovere la raccolta fondi per le popolazioni terremotate del Centro Italia in cui sono state inserite le immagini del crollo della volta della Basilica di San Francesco d’Assisi del 1997. Dopo la diffida del Comune e le accuse della Regione, Cri e Facebook avevano inviato una lettera in cui si scusavano e spiegavano le modifiche ai post sui social. La Regione col vicepresidente Paparelli apprezza, ma il Comune di Assisi va avanti.
Parte la querela In una nota, il Comune di Assisi puntualizza che «la Croce rossa italiana non ha accolto l’invito dell’Amministrazione comunale che, a questo punto, si è trovata obbligata a presentare in data odierna una denuncia querela a firma del Sindaco Stefania Proietti». Il video incriminato, intanto, ha superato la quota di 9,5 milioni di visualizzazioni ed oltre 5 mila condivisioni.
Il video:
Effetto devastante «L’effetto virale è ormai devastante – dichiara il sindaco Proietti – e nonostante le due modifiche apportate al testo del Post subito dopo la nostra protesta il video è rimasto pubblicato perpetuando una fuorviante comunicazione. Modifiche che per noi non sono sufficienti a ristabilire la verità dei fatti ovvero che Assisi appartiene a quel 95% del territorio Umbro che non ha subìto alcun danno materiale mentre purtroppo aumentano i danni indiretti causati da cattiva informazione. Speravamo che la Cri – prosegue – potesse comprendere la nostra istanza che era stata subito condivisa anche dalla Regione dell’Umbria mentre constatiamo come la campagna sia migrata negli ultimi giorni anche su un’altra importante piattaforma social ovvero Instagram».
Allegati alla denuncia querela sono stati trasmessi gli screenshot delle pagine Facebook della Croce rossa italiana relativi al post del 23 dicembre e le successive modifiche. Eccole:

Caso eclatante Il Comune di Assisi confida pertanto «nel lavoro di approfondimento delle Autorità competenti e, in un momento in cui si dibatte molto in Italia sul tema della veridicità delle notizie diffuse nel web, crede che questo sia un caso eclatante di cosa si può provocare a danno di una economia locale non ponendo la dovuta attenzione nel dare le corrette informazioni».
