martedì 17 gennaio - Aggiornato alle 22:28

Spot terremoto, Croce rossa e Facebook correggono il tiro: ok della Regione ma Assisi: «Non basta»

Corretto il post sui social ma il crollo della Basilica di San Francesco resta nello spot. Il sindaco Proietti: «Non risposta imbarazzante»

Il tweet incriminato

Non si chiude la polemica intorno allo spot della Croce rossa italiana e Facebook per promuovere la raccolta fondi per le popolazioni terremotate del Centro Italia in cui sono state inserite le immagini del crollo della volta della Basilica di San Francesco d’Assisi del 1997. Dopo la diffida del Comune e le accuse della Regione di creare danni indiretti per il turismo, confondendo i territori colpiti dal sisma, Cri e Facebook inviano una lettera per spiegare e correggono i post sui social. La Regione col vicepresidente Paparelli apprezza, ma al Comune di Assisi non basta.

Il video:


Lettera di Cri e Facebook «Con sorpresa – si legge nella lettera – abbiamo appreso, a mezzo stampa, della diffida nei confronti della Croce rossa italiana per la campagna promossa da Facebook Italia in merito alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Come è noto ai vostri uffici, abbiamo dichiarato fin da subito tutta la nostra disponibilità e, come concordato per le vie brevi dopo esserci messi noi direttamente in contatto con voi, abbiamo provveduto alla modifica del post sul social network (bit.Iy/2iplMxs), l’unica cosa che potesse in qualche modo, a una prima veloce lettura, fuorviare rispetto al significato della campagna promossa sui canali Cri. Come ben sapete, all’indomani delle scosse di terremoto che hanno colpito Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli, Facebook Italia ha deciso di donare dei credits alla Cri per generare un indiretto effetto moltiplicatore di solidarietà. Proprio per evitare lo spreco di risorse, inoltre, si è deciso di ideare una campagna che potesse tenere i riflettori accesi anche quando l’emergenza fosse passata a fronte di una permanenza reale dei bisogni».

La spiegazione La campagna, spiega la Croce rossa «fa leva su un principio assurdo e impraticabile nella realtà, il rewind, per cui con un semplice tasto è possibile tornare indietro. Il messaggio però mostra l’assurdità del concetto e ribadisce che purtroppo ieri come oggi non è mai possibile tornare indietro, ma si può andare avanti e ricostruire insieme. A questo scopo sono presenti varie immagini di disastri di ieri e di oggi perché crediamo fermamente che la memoria sia importante per ricordare e ricostruire senza ripetere gli errori del passato. Assisi, in questo, di certo spicca per la sua tenacia e la forza mostrata dopo il sisma del ’97 da cui si è rialzata, tornando a risplendere. Questo è il messaggio che abbiamo lanciato e che è stato condiviso, compreso e appoggiato da milioni di italiani. Perché sostenere una realtà come Croce Rossa Italiana, impegnata fin dal primo momento in tutte le zone colpite dal terremoto, vuol dire contribuire insieme alla ricostruzione non di un solo Comune, ma di tutto il territorio colpito. Per tutti questi motivi dai canali Cri è stato lanciato un messaggio positivo che non ha mai avuto l’intento di voler danneggiare Assisi, né tantomeno di riaprire ferite mai completamente rimarginate. Siamo consapevoli e felici che Assisi non sia stata colpita da quel terremoto che ha, invece, investito una parte del centro Italia quest’anno. Conosciamo gli sforzi fatti, dopo il ’97, per rilanciare il vostro territorio. A ragione di ciò siete un buon esempio per tutti i Comuni colpiti che vi sono geograficamente vicini e che in questo momento non hanno bisogno di polemiche, ma dell’intervento attivo e positivo di ogni realtà che vive, fatica e opera in quelle zone».

Regione apprezza Il vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli con una nota spiega di aver «apprezzato la disponibilità con la quale il segretario generale della Croce rossa, Flavio Ronzi, si è fatto carico dell’accaduto modificando il post incriminato. A lui e alla sua organizzazione va riconosciuta la disponibilità per essersi prodigati per risolvere questo spiacevole inconveniente. Vorrei cogliere comunque questa occasione per rinnovare a tutti i volontari della Croce rossa italiana la nostra gratitudine per l’incessante lavoro prestato in favore delle popolazioni terremotate dell’Umbria».

Ad Assisi non basta Ma da Assisi la polemica non si esaurisce. Prima l’assessore Eugenio Guarducci, colui che per primo aveva sollevato la questione, si chiede su Twitter: «Grazie di cosa?». E poi lo stesso sindaco Stefania Proietti definisce «non risposta imbarazzante» quella della Croce rossa.