di Chia.Fa.
Il primo cantiere post sisma per la riparazione dei danni alle scuole dovrebbe essere quello di via Cerquiglia. È emerso lunedì pomeriggio in commissione dove, facendo il punto sulle progettazioni, si è pronosticato il sorpasso della scuola elementare Toscano sulla media Dante Alighieri e sulla materna Prato fiorito, ma in ogni caso prima di far partire davvero i lavori passeranno ancora mesi. Sì, perché l’amministrazione comunale, presente il vicesindaco Beatrice Montioni e l’assessore Francesco Flavoni, ha confermato che al momento il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini non ha ancora firmato la circolare attesa dalla metà di dicembre, con cui si dovrebbe procedere alla riassegnazione dei fondi per la ricostruzione nelle sedi originarie della media Dante Alighieri e della materna Prato fiorito, con conseguente addio al progetto di delocalizzazione a San Paolo già validato e costato circa 300 mila euro.
VIDEO: FARABOLLINI SULL’ADDIO AL POLO
VIDEO: FACCIA A FACCIA FARABOLLINI-CRETONI
Addio al polo con veleni In questo senso, a sostegno dell’addio al polo scolastico, la presidente di commissione Marina Morelli ha mostrato una lettera con cui il sindaco Fabrizio Cardarelli all’inizio del gennaio 2017, quindi sempre nel pieno della sequenza sismica, formalizzava la rinuncia al polo scolastico anche sulla scorta delle relazioni dagli ingegneri dell’Università di Tor Vergata, risalenti al dicembre 2016 e da lei stessa già rese note. I documenti tecnici, tornati ieri in commissione, sostanzialmente, contraddicono gli esiti dei sopralluoghi per le schede Fast e Aedes, con cui le due scuole sono state classificate come totalmente inagibili. In particolare, Morelli ha indicato come per Prato fiorito secondo gli ingegneri «sarebbero bastati 40 giorni di lavori, per cui – ha affermato – non potete dirci che stiamo perdendo tempo». I toni si sono alzati, con la presidente di commissione che ha anche parlato di una «palazzina che sarebbe dovuta sorgere al posto della Dante Alighieri», mentre l’assessore Flavoni ha mostrato ai giornalisti presenti un rendering, ma senza poi voler spiegare se si trattasse dei presunti appartamenti di cui parla la Morelli o di tutt’altro.
LA LETTERA DEI PROF DELLA DANTE
LA REAZIONE DEL PRESIDE DELLA PIANCIANI
Toscano e Scientifico In attesa di Farabollini, con le settimane che passano e i dubbi che non vengono fugati, appare scontato che la ricostruzione delle due scuole, tuttora con inagibilità di tipo E, non saranno il primo cantiere post sisma. Già, perché è molto probabile che i lavori inizieranno prima alla scuola elementare Toscano di via Cerquiglia, «che non sarà demolita – ha detto l’assessore – ma al centro di un intervento di adeguamento sismico, con gli uffici che stanno predisponendo la gara per appaltare la progettazione», dopodiché occorrerà fare un’altra gara per trovare la ditta che eseguirà i lavori veri e propri: stesso iter per le scuole di San Giovanni di Baiano. La strada è ancora lunga al pari di quella del liceo scientifico, «che sarà demolito e ricostruito – ha detto sempre Flavoni – ma stiamo ragionando con la Provincia di Perugia su tutto l’assetto delle scuole superiori della città e credo che a breve illustreremo i dettagli»: da stabilire ci sono anche le sorti del liceo di scienze umane, che ha sede nell’edificio delle ex Magistrali, ma che con la ricostruzione post sisma potrebbe traslocare al liceo scientifico.
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