di Chia.Fa.
Il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini «apprezza» la proposta della giunta guidata dal sindaco Umberto De Augustinis e «lavorerào affinché ci siano tutte le condizioni per portare avanti il progetto» di ricostruire nelle loro sedi originarie la scuola media Dante Alighieri e la materna Prato Fiorito (inagibilità totale di tipo E), che avrebbero dovuto essere trasferite nel polo scolastico di San Paolo con progetto pronto e validato, ma su cui l’addio appare praticamente cosa fatta.
Addio al polo scolastico Ora, infatti, servirà «verificare celermente la fattibilità in termini di sicurezza, un vincolo da cui – ha detto il commissario – non possiamo né vogliamo prescindere», dopodiché con ordinanza devono essere formalmente riassegnate le risorse. Questo sostanzialmente l’esito dell’incontro tra il sindaco Umberto De Augustinis, l’assessore Francesco Flavoni e il commissario, mentre al tavolo non c’era l’assessore regionale Antonio Bartolini né tecnici dell’Ufficio speciale per la ricostruzione: i motivi ufficiali non sono noti, ma certo è che il testacoda dalla nuova giunta comunale sulla ricostruzione post sisma delle scuole, se non altro, spiazza per l’azzeramento del lavoro finora svolto.
Scontro Comune-Regione Sul punto interviene in serata lo stesso Bartolini fornendo una versione molto differente da quella emersa a margine del summit: «Mercoledì è stata la stessa struttura commissariale a comunicarci che non era necessaria la nostra partecipazione al summit e siamo sconcertati – dice l’assessore regionale – di dover apprendere dalla stampa l’esito dell’incontro sulla ricostruzione delle due scuole di Spoleto». I rapporti tra Comune e Regione restano tesissimi.
«Verifiche fattibilità saranno celeri» Intanto, comunque, Farabollini ha chiesto una relazione tecnica economica sulla ricostruzione nelle loro sedi della Dante Alighieri e di Prato Fiorito che sarà elaborata dagli uffici comunali e in cui dovrebbe essere richiesta la demolizione di entrambi gli edifici scolastici danneggiati e quindi la ricostruzione di nuovi. A vagliarla sarà la struttura commissariale «che – ha assicurato Farabollini – si impegna a verificare il più celermente possibile la rispondenza ai criteri di fattibilità nella sicurezza, un vincolo da cui non possiamo né vogliamo prescindere». Poi servirà riassegnare i fondi con ordinanza (circa 10 milioni erano già stanziati per il polo scolastico di San Paolo) e, soprattutto, ricominciare la progettazione col Comune di Spoleto che sembra intenzionato a farsi avanti come soggetto attuatore, quindi a curare tutte le gare del caso.
Incognita costi Nel merito dell’addio al polo scolastico, il commissario dice in una nota di «apprezzare la volontà dell’amministrazione comunale di Spoleto di rinunciare alla delocalizzazione di due scuole non solo per farne un punto di servizio, ma di aggregazione sociale e volano dello sviluppo del centro storico e lavoreremo affinché ci siano tutte le condizioni necessarie per portare avanti questo progetto». Resta, comunque, l’incognita dei costi fin qui sostenuti per la progettazione del polo scolastico di San Paolo, di cui non si riesce a conoscere l’ammontare né tanto meno come si farà fronte alla spesa.
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