Alcune banconote

In un’Umbria da record nazionale, come emerso giorni fa, per quanto riguarda il carico di debiti relativi al credito al consumo, il fenomeno del sovraindebitamento «ha assunto dimensioni rilevanti e sempre più preoccupanti». È questo il punto di partenza della convenzione tra Regione e Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura, guidata da Fausto Cardella, attraverso la quale vengono stanziati 120mila euro per chi si trova in grave difficoltà.

Le misure Le risorse, previste per il periodo 2026-2028, saranno destinate a sostenere le persone fisiche residenti in Umbria che non riescono più a far fronte ai debiti accumulati. L’intervento rientra nel progetto «Tutela del sovraindebitato», approvato giorni fa dalla giunta regionale; per ciascuno dei tre anni sono disponibili 40mila euro. A gestire concretamente le risorse sarà la Fondazione, alla quale spetteranno la pubblicazione degli avvisi (annuali), l’esame delle domande e l’erogazione dei contributi. Gli aiuti saranno a fondo perduto, con importi compresi tra mille e cinquemila euro. L’obiettivo è intervenire prima che una situazione debitoria ormai fuori controllo porti le persone a rivolgersi a canali illegali. Tra i fattori che hanno contribuito all’aggravarsi delle difficoltà economiche vengono indicati gli effetti della crisi seguita alla pandemia, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime e le conseguenze dell’instabilità internazionale.

I requisiti Potranno accedere al sostegno i consumatori residenti in Umbria che si trovano nelle condizioni previste dalla normativa sul sovraindebitamento e che abbiano ottenuto il provvedimento del tribunale previsto dalla procedura, con le eccezioni introdotte dalla legislazione regionale per facilitare l’accesso nei casi previsti. Sono esclusi, tra gli altri, coloro che hanno riportato condanne per usura o estorsione e chi abbia già beneficiato nello stesso anno di contributi analoghi. La graduatoria terrà conto della situazione complessiva del nucleo familiare e delle condizioni economiche. Avranno maggiore priorità le domande presentate da persone disoccupate o con il coniuge o convivente senza lavoro; saranno inoltre considerati la presenza di minori, persone con disabilità o patologie invalidanti, un Isee non superiore a 20mila euro e la natura dei debiti.

Mutuo e non solo Tra le situazioni considerate con particolare attenzione ci sono quelle legate alle necessità essenziali: affitti, rate del mutuo per la prima casa, utenze domestiche, spese mediche e di istruzione. Punteggi aggiuntivi sono previsti anche per chi ha debiti con il fisco o con gli enti previdenziali e per i nuclei che non dispongono di altri immobili oltre alla casa di abitazione. La misura si inserisce nel quadro delle norme sul sovraindebitamento, nate per offrire una possibilità di uscita a chi, pur essendo estraneo ad attività imprenditoriali o professionali, si trova in una condizione di squilibrio permanente tra i debiti e le proprie disponibilità. Il rischio, secondo la Regione, non riguarda soltanto la singola famiglia: l’indebitamento non gestibile può aumentare l’esposizione al credito illegale e all’usura, con conseguenze sul tessuto economico e sociale.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.