Come è cambiato il clima dal 1975 nelle città di Perugia e Terni? A provare a dare una risposta è un’analisi pubblicata dal Corriere della Sera con ilmeteo.it incardinata su nove indicatori elaborati sulla scorta di oltre 434,5 milioni di dati, ossia i valori ora per ora dal 1975 al 2025 di 108 capoluoghi di provincia. Stilata anche una classifica delle città col maggiore impatto climatico, in cui il capoluogo di regione risulta in 42esima posizione e Terni in 64esima.
Tra gli indicatori risulta il caldo intenso, ossia il numero di giornate annuali con temperature percepite di almeno 32 gradi: Perugia, ad esempio, mezzo secolo fa non ne ha fatta registrare neppure una, mentre nel 2025 se ne sono contate 35, con la previsione di salire a 39 entro il 2030. La crescita non è ovviamente stata regolare, motivo per cui viene elaborata (per tutti gli indicatori) una curva e quindi una tendenza, che per Perugia segna una variazione media positiva nel periodo di 27 giornate. A Terni, invece, già 50 anni fa il caldo intenso era stato censito in 7 giornate, ma dall’ultimo rilevamento risalente allo scorso anno si è arrivati a 53, che si stima possano lievitare a 66 entro il 2030. Per la città dell’acciaio la curva, invece, segnala una variazione media di 35 giornate.
L’indicatore del caldo africano, invece, censisce le giornate con temperature percepite di almeno 34 gradi. Ovviamente anche in questo caso 50 anni fa Perugia segnava zero, mentre l’estate scorsa quella temperatura si è superata in 19 giornate (nel 2024 erano state 35) e la previsione per il 2030 è di 24, mentre la tendenza dal 1975 è un incremento di 17 giorni. A Terni, invece, anche mezzo secolo fa si sono contate 3 giornate con almeno 34 gradi, che nel 2025 però sono salite a 35 ed entro il 2030 potrebbero diventare 48; qui il trend segnala un aumento medio nel periodo in esame di 27 giornate.
Passando alle notti tropicali, quelle in cui la temperatura minima tra le 21 e le 8 non scende sotto i 20 gradi, invece, Perugia nel 1975 ne aveva fatte registrare 23, mentre l’estate del 2025 ne sono state censite più del doppio, ossia 51, con una variazione media positiva nel mezzo secolo che è anche superiore, risultando in media di 40 notti in più. A Terni, invece, 50 anni fa le notti tropicali erano state 16, salite a 56 l’estate dello scorso anno, con una tendenza media di +39 notti.
In crescita anche l’intensità delle precipitazioni medie, intesa come la quantità media di pioggia che cade in un giorno: a Perugia mezzo secolo fa si attestava a 11 mm, nel 2025 si è toccato 11,9 mm, mentre la variazione media del periodo è di +0,06 mm; a Terni, invece, nel 1975 il valore è stato di 15,1 mm in linea con l’intensità del 2025 che si è attestata a 15 mm, anche se il trend rileva una crescita media di 0,04.
Tra gli indicatori anche le precipitazioni anomale, ossia lo Spi (standardized precipitation index) che prevede valori compresi tra -2,5 (siccità estrema) e +2,5 (umidità estrema). A Perugia l’indice nel 1975 segnava -0,5 ridotto nel 2025 a -0,3 con una variazione media di -0,19 e una previsione per il 2030 di +0,9; a Terni, infine, lo stesso indicatore mezzo secolo fa era di +0,3 sceso a +0,1 lo scorso anno ma con un trend anche più negativo, essendo -0,4, e una stima al 2030 che segna 1.
