Una donna di 34 anni è stata operata all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino per una rara forma di gravidanza extrauterina, individuata in seguito a un sospetto ecografico. L’intervento è stato eseguito dall’équipe di Ostetricia e Ginecologia diretta da Dario Rossetti e si è concluso senza complicazioni.

Si trattava di una gravidanza interstiziale, nella quale l’impianto avviene nella porzione della tuba che attraversa la parete muscolare dell’utero. È una delle forme più rare di gravidanza ectopica e rappresenta, secondo i dati forniti dall’azienda sanitaria, il 2-4 per cento delle gravidanze extrauterine e lo 0,02-0,08 per cento del totale delle gravidanze.

La condizione presenta un rischio emorragico elevato, legato alla particolare vascolarizzazione della zona. La diagnosi può inoltre risultare complessa perché la sede dell’impianto può rendere difficile distinguere una gravidanza interstiziale da una gravidanza intrauterina.

Nel caso seguito a Gubbio, la paziente era asintomatica. Sono stati gli accertamenti ecografici a portare l’équipe ad individuare la gravidanza in sede anomala e a procedere con un intervento chirurgico tempestivo. Il team ha utilizzato una tecnica mininvasiva laparoscopica, con la resezione dell’angolo uterino interessato dalla gravidanza e la successiva ricostruzione, una procedura che ha consentito di preservare la capacità riproduttiva della paziente.

«La sede interstiziale della gravidanza rappresenta una delle condizioni a più alto rischio emorragico, sia in caso di rottura spontanea sia durante l’intervento chirurgico– spiega il dottor Dario Rossetti –. In questi casi è fondamentale riconoscere tempestivamente il quadro clinico e intervenire con una strategia operativa precisa».

L’intervento è stato eseguito dal dottor Rossetti insieme alla collega Marta Mattei Gentili, all’anestesista Giovanni Fiacca e alle strumentiste Luigina Panfili e Cinzia Pierotti. La paziente è stata successivamente dimessa in buone condizioni.