di Ivano Porfiri
Cinque milioni l’anno. E’ l’impegno che la Regione prende per garantire la massima rioccupazione del personale delle Province di Perugia e Terni nelle funzioni che passeranno a Palazzo Donini. In personale, a spanne, si tradurrà in 120-130 posti più altri 20-30 che verranno garantiti dalla capacità di assumere della Regione stessa. E’ la novità principale che emerge mentre si discute il ddl di riordino in Consiglio regionale, dove circa a mezzogiorno hanno fatto irruzione i dipendenti in Assemblea della Provincia di Perugia.
Legge approvata L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con 16 sì, 7 no e 1 astenuto (Monacelli), il disegno di legge della Giunta con cui si mira ad «una pubblica amministrazione umbra più efficiente, cogliendo le opportunità, e non solo le criticità, del processo riformatore in atto. La riorganizzazione e il riordino del sistema regionale hanno l’obiettivo di arrivare alla condizione ‘un ente, una funzione, una risorsa’, in cui ogni procedimento amministrativo inizia e finisce nello stesso ente. Entro un mese dall’approvazione si dovrà procedere alla riallocazione delle funzioni, in parte alla Regione e altre da assegnare in conseguenza dell’approvazione del ‘jobs act’. Turismo e politiche sociali spetteranno ai Comuni in forma associata. Alle Province resteranno competenze in materia di viabilità regionale, trasporti e lago Trasimeno». Approvati diversi emendamenti e ordini del giorno. Tra gli emendamenti approvati quello che stabilisce che «criteri, entità e modalità del trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali relative al riordino sono decisi sulla base di un protocollo di intesa tra Regione, Province e sindacati maggiormente rappresentativi da stipularsi entro 90 giorni dalla entrata in vigore della legge».
Botta e risposta L’assessore regionale alle Riforme, Fabio Paparelli ha sottolineato come si tratti di «un passo fondamentale per il futuro della nostra regione» aggiungendo che «stiamo facendo un’operazione che consente non solo di salvaguardare il futuro dei lavoratori ma anche di rendere più funzionali le istituzioni della regione». La presidente Catiuscia Marini ha rimarcato come «in questi mesi abbiamo lavorato, nonostante fossimo a termine legislatura e nonostante alcuni elementi di incertezza nel confronto con il Governo, per completare la riforma. Abbiamo scelto di portare in Aula una legge completa, puntuale e dotata di una base legislativa adeguato per un processo di riforma deciso dal legislatore nazionale». Dura l’opposizione. Per Lignani Marchesani si tratta di «norme fatte di corsa per obbedire ai diktat del governo e fallimento della stagione di riforme della giunta Marini». Secondo Orfeo Goracci è un «atto con elementi di ipocrisia politica e contraddizioni». Per il capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi «è un grande pasticcio, che non risolverà il problema dei costi che, anzi, aumenteranno, e il settore cadrà in una grande incertezza».
I due decreti A dare sostanza alla riforma delle Provincie la cifra di cinque milioni, fornita dall’assessore alle Riforme Fabio Paparelli, alla luce dell’approvazione del Bilancio. Assessore che, fra l’altro, mercoledì ha partecipato a Roma alla riunione dell’osservatorio nazionale sulla riforma Delrio, da cui sono emersi elementi importanti sui due decreti di prossima emanazione. Il primo sarà tecnico sulle competenze degli enti locali, il secondo riguarderà la mobilità del personale.
Le risorse Al di là dei decreti, però, la decisione di Palazzo Donini è di alimentare i settori che verranno assorbiti dalla Regione con oltre 5 milioni annui, ovvero la cifra che veniva trasferita alle Province nel momento “migliore” (basti pensare che nel 2015 i trasferimenti sono stati di appena un milione e 850 mila euro). I settori sono quelli che non resteranno tra le funzioni fondamentali in carico alle Province.
Primo decreto Venendo ai temi di discussione di mercoledì, dalla riunione romana è emerso che nel decreto sugli enti locali verrà stabilito come le funzioni non delegate dalla Regione alle Province (come sport e cultura, ad esempio) passeranno direttamente ai Comuni, che saranno chiamati a farsene carico. Altro particolare emerso è che la scadenza del 31 marzo per l’applicazione della riforma non sarà perentoria, anche perché ad oggi solo la Toscana (cui sia per aggiungere l’Umbria) ha leggi di riordino approvate.
Polizia provinciale Passaggio importante quello sulla polizia provinciale. Le Regioni hanno chiesto e, a quanto pare, ottenuto, che la polizia provinciale entrerà tra le funzioni fondamentali delle future Province, quindi il budget necessario al funzionamento eccederà il tetto del 50% dei trasferimenti stabilito dal ddl Delrio.
Pensionamenti Infine, le Regioni hanno chiesto che, per chi avesse i requisiti, la pre-Fornero venga applicata automaticamente, senza passaggi burocratici di richiesta e approvazione, in modo da rendere i pensionamenti immediati.
Mobilità Per ciò che riguarda la mobilità tra enti per il ricollocamento del personale eccedente delle Province, innanzi tutto, è stato annunciato a breve un bando a livello nazionale per la mobilità volontaria verso il Corpo forestale per 450 posti su base volontaria. Per ciò che riguarda i criteri sulla mobilità, questi saranno fissati dal decreto in via di elaborazione a livello nazionale con una concertazione unica. Poco spazio, per non dire nullo, dunque, alla contrattazione locale. La mobilità sarà su base provinciale e tutti gli enti locali e periferici dello Stato dovranno pubblicare la propria pianta organica e relativo fabbisogno sul portale mobilita.gov.it. Entro Pasqua, inoltre, verranno pubblicate le tabelle di conversione delle qualifiche tra i vari enti pubblici. Per ciò che riguarda le risorse, infine, il governo si sarebbe impegnato a recuperare parte dei tagli degli ultimi anni.

Riassumere tutti non mi sembra lo spirito della legge sul TAGLIO delle Province.
Il solito giro di poltrone, il mutamento invariabile..
Ma ci stiamo rendendo conto che i disoccupati del privato, che hanno perso lavoro devono mantenere chi il lavoro c’è l’ha del pubblico impiego STORICA rifletta la Marini e faccia un passo indietro,hanno perso il lavoro come noi privati 50 enni_A CASA e portare il curriculum per cercare lavoro, due pesi e. Due misure per i voti ORA BASTA poi ci incazziamo e qualcuno sbotta e poi a piangere NON VABENE anche la legge Fornero loro pre-pensionati con la legge PRE-Fornero e noi siano gli stupidi che devono rispettare le LEGGI meditate meditate e fate cose giusta per tutti
I privati sono incazzati neri e voi di fare i fatti vs fregandosene ci stiamo appena appena arrabbiando:
1)Decreti neceSsitano di quelle risorse che renzi voleva risparmiare e quindi noi a pagare
2) prima regione Ad approvare la ToscanaINDOVINATE perché Renzi per i suoi amici dall’ex presidente
3) su 130 ex polizia provinciale 110 sono della prov di PG chissà di chi sono amici o da chi messi anche senza concorso
4)per loro pre-pensionamenti con legge PRE-Fornero siamo alla follia una legge by passata per le PA è valida per i privati?
5)i disabili hanno visto interrotto un concorso all’agenzia forestale benchè la stessa debba assumere per dovere le classi protette,ma la regione dopo la presentazione delle domande ha fatto un decreto che l’agenzia forestale non può assumere prima del dicembre 2016,ora come mai si ricollocano propri lì in barba anche ai disabili VERGOGNA
In conclusione nessuno vuole più degli altri ma così ci sembra sfacciato e in faccia a tutti,meditate meditate politici,non. Vorrei che poi si ripetessero dei fatti sgradevoli,MA PURTROPPO STATE CERCANDO IN TUTTI IMODI DI FARCI ARRABBIARE
Per favore non mi tagliate questa pura verità per giustizia