La facciata di palazzo Cesaroni, sede dell'assemblea regionale

di D.B.

Trasferimento di personale e funzioni, finanziamento regionale per la riforma, possibilità di ricollocare i dipendenti di province e comunità montane, trasferimento delle funzioni dai consorzi di bonifica alle Unioni dei comuni. È intorno a questi temi che si sono concentrate le critiche al disegno di legge di palazzo Donini che riordina il sistema istituzionale della regione dopo la soppressione, o meglio, per il momento, lo ‘svuotamento’ delle province. Critiche che sono state espresse giovedì in consiglio regionale dove si è svolta l’audizione, convocata dalla Prima commissione, alla quale hanno partecipato rappresentanti di Cgil e Cisl, Provincia di Terni, Consorzi di bonifica, Confagricoltura, Cia, Coldiretti, Rsu e Usb provinciali.

Consorzi Partendo dai consorzi di bonifica, i rappresentanti di questi enti non hanno usato giri di parole: «La legge – ha detto Mario Mori del consorzio della Valdichiana – si occupa di consorzi di bonifica anche se la norma dovrebbe occuparsi di altro. Mi chiedo se questo provvedimento sia stato riletto da chi lo ha scritto e dall’assessore competente». Secondo Candia Marcucci del Consorzio di bonificazione umbra invece il ddl «viola la Costituzione»: «Nell’allegato – dice -, e non nella legge, si prevede la soppressione di fatto di consorzi che coprono il 40 per cento del territorio regionale, per affidare le funzioni ad organi che non esistono ancora». Carla Pagliari del Tevere-Nera  ha sottolineato che «la prevenzione costa 5 volte di meno delle riparazioni conseguenti agli eventi. I consorzi sono enti antiburocratici, che si occupano di cose concrete. Ci sono stati problemi con argini e fossi che noi abbiamo affrontato e risolto con grande rapidità».

COSA PREVEDE IL DDL DELLA GIUNTA

Personale Contrarietà all’abolizione dei consorzi anche da parte di Marta Lucaroni di Coldiretti, mentre Walter Trivellizzi della Cia sostiene che bisogna riconoscere il ruolo dei consorzi là «dove operano da decenni. Inoltre – ha detto – è inopportuno che la Regione non tenga conto della questione ancora aperta davanti alla Consulta sulle funzioni dei consorzi, rischiando di vedere impugnata la legge». Bordate arrivano anche sul fronte del personale. Giovanni Roccatelli, della Rsu della Provincia di Perugia parla di «errori fondamentali», dato che la legge «tocca le comunità montane, le unioni dei comuni, i consorzi di bonifica e le province. Invece sarebbe servita una legge apposita per queste ultime». L’Usb di Terni attraverso Graziella Cetorelli definisce il ddl «irricevibile perché carente dal punto di vista tecnico-finanziario. I comuni non hanno le risorse per riassorbire personale e capacita assunzionali per dare risposte ai 100 esuberi previsti».

I nodi A prendere la parola poi è stata Wanda Scarpelli, della Fp-Cgil, che ha messo sul tavolo della discussione una serie di «nodi ancora di risolvere» nell’ambito di una legge «che non risponde alle aspettative». In primis Scarpelli sottolinea la mancanza di certezze economiche rispetto alle risorse e «alla capacità assunzionale della Regione, fatto che mette i 1.400 dipendenti delle provincie in una situazione di grande incertezza». Inoltre «se non verrà risolto il problema degli stipendi delle due comunità montane non daremo un parere positivo sulla legge di riforma». Pollice in alto invece da parte di Leopoldo di Girolamo, sindaco di Terni e presidente della Provincia, anche se «soprattutto per quanto riguarda la viabilità, le nuove province avranno bisogno di ulteriori risorse». Quanto alle unioni dei comuni, «abbiamo verificato che le unioni di quelli piccoli comportano non una riduzione ma un aumento dei costi. È quindi necessario aggregare anche comuni medi e grandi».

I lavori Via libera arriva anche dalla Cisl, che con Claudio Ricciarelli parla però dei problemi legati alle risorse, «che dovrà trovare la Regione», e del fatto che da due mesi 80 dipendenti delle ex comunità montane non percepiscono lo stipendio. Dopo le audizioni giovedì in Prima commissione è partita l’analisi del ddl; una discussione centrata anche su alcuni degli argomenti segnalati come criticità. Temi affrontati insieme all’assessore Fabio Paparelli, specialmente per quanto riguarda le risorse necessarie per il completamento della riforma, i tempi per il trasferimento di funzioni e personale, la relazione tecnico-finanziaria della legge, il ruolo dei Consorzi di bonifica e le possibilità di riassorbimento del personale delle Province in altri enti. I lavori riprenderanno con la seduta già convocata per mercoledì 18.

Twitter @DanieleBovi

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