di D.B.
Cultura addio. Non essendo più tra le competenze assegnate alle Province, quella di Perugia, nel pieno della crisi tra riorganizzazione e tagli, fa un passo indietro da tutte le fondazioni, enti o associazioni del settore, compresa Umbria Jazz. Nel corso dell’ultima seduta infatti il consiglio e la giunta dell’ente di piazza Italia hanno deciso di avviare le pratiche che porteranno all’uscita dalla Fondazione di partecipazione, alla quale non saranno più garantite risorse. A soffrire però non è solo la cultura. Secondo i calcoli della Provincia infatti a proposito di una delle funzioni più importanti, quella che riguarda l’edilizia scolastica, «la mannaia dei tagli blocca i progetti», tanto che gli investimenti sono crollati del 90% in quattro anni, passando da 7 milioni a 723 mila euro.
Tagli «Il patto di stabilità unitamente agli ultimi provvedimenti legislativi – spiega l’ente – compromettono seriamente la possibilità di effettuare investimenti sul comparto dell’edilizia scolastica». Il tutto unito al fatto che la Provincia non può accendere mutui con la Cassa depositi e prestiti, costringendola a far fronte alle spese solo con le proprie finanze. Uno spiraglio arriverebbe grazie alla legge Carrozza approvata dal parlamento, che permetterebbe alle province l’accensione di 850 milioni di euro di mutui trentennali, 40 dei quali alla Provincia di Perugia. «Secondo una rilevazione effettuata dall’Unione Province Italiane per il 2009 – ha affermato Giampiero Bondi, direttore dell’area Edilizia Scolastica della Provincia -, le Province stesse sostenevano spese di funzionamento per gli edifici scolastici pari a 346 euro per alunno. Le stesse spese sostenute dall’amministrazione perugina per il 2013 son risultate pari a 175 euro per alunno, vale a dire circa il 50% del dato rilevato dall’Upi quattro anni prima».
IL DDL DELLA REGIONE SULLA RIORGANIZZAZIONE
Riorganizzazione In questo quadro lunedì nel corso di un incontro con l’assessore regionale Fabio Paparelli, quest’ultimo ha assicurato «la Regione si impegna a mettere a disposizione tutte le risorse finanziarie disponibili sia a favore dei dipendenti delle Province che delle funzioni». Mercoledì il ministero della Funzione pubblica presenterà la circolare all’Osservatorio nazionale, una sorta di “vademecum” che consentirà di procedere al piano di riordino con punti di riferimento certi compresa l’applicazione della pre-Fornero a chi ha maturato i requisiti per andare in pensione». Quanto al disegno di legge in discussione a palazzo Donini, Paparelli ha spiegato che la giunta lo varerà in via definitiva entro il 31 gennaio. Mercoledì intanto torneranno a farsi sentire i dipendenti, che attraverso la Rsu hanno indetto un’assemblea con tutto il personale dalle 11 alle 14: Una Rsu che «non intende partecipare più ad incontri e tavoli che continuino a non rispondere alle questioni fondamentali poste fin dall’inizio: le risorse economiche e i posti di lavoro. Questa Rsu rimane disponibile sempre e comunque ad incontrare Regione e Provincia ma solo per affrontare, con numeri alla mano, le questioni fondamentali richiamate».
Twitter @DanieleBovi
