La riunione dell'osservatorio

di D.B.

Entro la fine di febbraio il testo che metterà ordine sul riassetto istituzionale, chiarendo chi farà cosa tra Regione, Province e Comuni e assegnando con certezza funzioni, risorse, e personale, sarà approvato. A prometterlo è l’assessore Fabio Paparelli che insieme al resto della giunta, lunedì, ha dato il via libera a una serie di modifiche al disegno di legge preadottato a metà novembre. Stando allo schema, il governo del territorio, l’ambiente e l’energia, la caccia, la pesca, il turismo, la formazione professionale e le politiche del lavoro faranno capo a palazzo Donini. Questo significa che alla Regione sarà conferito il personale (così come le risorse) che si occupava di queste materie dentro le Province.

Il riordino Quindi, ad esempio, per i piani regolatori, per un’autorizzazione per un impianto di smaltimento dei rifiuti, per un elettrodotto o per un controllo sismico su un edificio, la porta a cui bussare sarà quella di palazzo Donini. Ai Comuni, anche in forma associata, toccheranno invece le funzioni legate a cultura, sport, turismo e sociale mentre le Province si occuperanno di viabilità regionale, accertamento dei giacimenti di cava, trasporti e gestione delle risorse idriche (ad eccezione di quelle per cui è previsto il ritorno in Regione). Un testo che dovrà ora superare il vaglio della fase di partecipazione e di concertazione e per il quale lunedì è stato approvato un calendario di appuntamenti che parte da martedì, quando l’articolato verrà sottoposto all’esame di Anci, Cal e Province (nel pomeriggio invece i presidenti degli enti e Paparelli incontreranno il ministro della Funzione pubblica e il sottosegretario Rughetti), fino all’adozione definitiva prevista per la fine di febbraio in consiglio regionale.

I commenti «La situazione – ha commentato il presidente della Provincia di Perugia Mismetti dopo la riunione di lunedì mattina dell’Osservatorio regionale sul riordino – è stata messa a fuoco in tutti i suoi risvolti e possibili varianti in base alle decisioni del Governo nazionale. Mi rendo conto delle difficoltà che i dipendenti vivono in questi giorni, ma posso assicurare che c’è la piena presa di coscienza e volontà di superare nel più breve tempo possibile ogni incertezza». Così come Mismetti, anche Di Girolamo chiede la salvaguardia dei dipendenti: «Aspettiamo fiduciosi – ha detto il sindaco di Terni – il testo che delibererà la giunta regionale e che valuteremo con Anci e Cal». Paparelli infine si è detto soddisfatto per il lavoro svolto e «condiviso positivamente dai presidenti delle Province, dalla presidenza dell’Anci e dal sistema delle Autonomie».

Paparelli «La Regione – ha aggiunto – è stata la prima regione ad aver preadottato il ddl di riordino e per questo confermata ‘regione pilota’ a livello nazionale su cui sperimentare l’attuazione della legge 56, così come previsto dal protocollo d’intesa a suo tempo stipulato tra la presidente Marini e il ministro Lanzetta. Siamo convinti – ha concluso l’assessore – che, se il Governo manterrà gli impegni assunti nell’ambito dell’Osservatorio nazionale sulle riforme, grazie all’unità di intenti ed al concorso di tutte le pubbliche amministrazioni, Regione, enti ed Agenzie regionali, sistema sanitario, Comuni ed amministrazioni periferiche dello Stato, nei tempi previsti dalla Legge di stabilità riusciremo a dare una risposta positiva alle giuste aspettative del personale delle Province e nel contempo ridisegnare un assetto istituzionale regionale più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini».

Twitter @DanieleBovi

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