Al 100Dieci di Perugia, nel cuore della città universitaria, si cambia musica. Giovedì Regione e Agenzia per il diritto allo studio hanno presentato il bando attraverso il quale si punta a trovare, entro il 4 settembre, realtà del mondo culturale, sociale e del Terzo settore intenzionate a dare vita a un tavolo di co-progettazione per ripensare a fondo la vita del locale. Un cambio di rotta al quale si stava già lavorando ma che è stato accelerato dall’omicidio di Hekuran Cumani, il 23enne assassinato il 18 ottobre scorso nel parcheggio del 100Dieci dopo aver passato la serata nel locale, dopo il quale si è optato per una rescissione consensuale del contratto con il gestore: «Per noi – ha detto l’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli – quella è stata una data spartiacque».

Più ambizione Al momento il 100Dieci offre un servizio bar, che chiude però alle 18, e mensa per chi non vuole usufruire di quello di Adisu. Poi ci sono alcune serate con musica dal vivo, interrotte dopo l’omicidio Cumani, e nulla più: «Avere un locale in quel modo e usarlo come bar e per qualche evento commerciale – ha detto l’amministratore unico di Adisu Giacomo Leonelli – era troppo poco ambizioso. Ecco perché abbiamo voluto voltare pagina». Per Leonelli il 100Dieci «non è un bar ma un luogo strategico per Perugia, l’unico locale nella zona urbana con licenza di pubblico spettacolo; è un contenitore irrinunciabile per la città, con volumi importanti, che dovrà essere a disposizione di tutti».
Il bando L’idea è quella di mettere insieme «le migliori energie del territorio» per dare via a un tavolo di co-progettazione: «Sarà una scommessa che vinceremo – assicura Leonelli – grazie alla vivacità del mondo culturale, associativo e del Terzo settore. L’invito a tutta la comunità universitaria e a chi può dare il suo contributo è quello di unirsi nella costruzione di progetto ambizioso». Il bando, che sarà pubblicato nelle prossime ore, prevede un affidamento da un minimo di tre a un massimo di sei anni, con al centro cultura e spettacoli così da far vivere il 100Dieci il maggior numero possibile di ore al giorno. L’affidatario dovrà realizzare «servizi di intrattenimento musicale, attività culturali» e gestire il bar. Secondario il tema economico: attualmente il gestore versava un canone da 60mila euro; cifra che non interessa Adisu e Regione. Le risorse incassate dal bar potranno invece finanziare i progetti culturali e gli spettacoli: «Il tema non è la remunerazione – ha detto Leonelli – ma la necessità di rimettere al centro del 100Dieci la vita culturale».
Cultura e partecipazione Il tutto si inserisce nella volontà «non di gestire il presente – ha sottolineato Barcaioli – ma di provare a fare qualcosa di migliore. La sicurezza non la gestiamo con chiusure e polizia, ma con spazi aperti riempiti di cultura e partecipazione». L’assessore ha poi ribadito che la struttura «non può essere gestita solo per gli introiti; chi se ne importa dei 60mila euro, che tra l’altro non venivano pagati da diversi anni. Qui c’è una Perugia della cultura che ha già scommesso sulla città, e alla quale facciamo una proposta per costruire un progetto insieme». Entro i primi giorni di settembre dunque, anche se coi tempi si potrebbe andare anche un po’ più in là, si capirà se ci sarà un primo nucleo pronto a scommettere sul futuro del 110.
