Foto archivio (di Markus Spiske)

La sicurezza nelle piscine potrebbe presto richiedere maggior rigore. Alla Camera è infatti atteso il voto su un emendamento al decreto legge Sport che introduce una misura destinata ad avere effetti immediati: le piscine dotate di bocchettoni di aspirazione non conformi agli standard di sicurezza potranno essere chiuse fino all’eliminazione delle irregolarità. La proposta, sostenuta in modo bipartisan, nasce dopo una serie di gravi incidenti che nelle ultime settimane hanno riportato al centro dell’attenzione i rischi legati ai sistemi di aspirazione delle vasche.

L’emendamento riguarda tutte le piscine pubbliche, private aperte al pubblico e collettive. Il principio è semplice: se l’impianto presenta bocchettoni o griglie di aspirazione che non garantiscono la sicurezza dei bagnanti, il gestore dovrà provvedere all’adeguamento. In caso contrario scatterà la chiusura dell’impianto. L’obiettivo è evitare il cosiddetto “effetto ventosa”, il fenomeno che può intrappolare capelli, arti o altre parti del corpo provocando conseguenze anche gravissime.

Secondo quanto spiegato dal sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Paolo Barelli, la modifica normativa si è resa necessaria anche alla luce dei recenti episodi di cronaca, affinché tutti gli impianti garantiscano sistemi di aspirazione realizzati secondo i più elevati criteri di sicurezza. L’emendamento rappresenta una misura ponte, in attesa dell’approvazione della più ampia legge quadro sulla sicurezza delle piscine, già all’esame del Parlamento.

Secondo i dati richiamati durante l’iter parlamentare, dal 2022 si sono registrate 75 vittime nelle piscine italiane, numeri che hanno rafforzato la richiesta di intervenire rapidamente sulle dotazioni di sicurezza degli impianti.

La futura disciplina non si limiterà ai bocchettoni. Il disegno di legge prevede infatti un quadro complessivo di regole che comprende requisiti costruttivi, sistemi di sicurezza, controlli sanitari, piani di autocontrollo, obblighi gestionali e un sistema di sanzioni che potrà arrivare, nei casi più gravi, fino alla sospensione dell’attività.

L’eventuale entrata in vigore della norma spingerà inevitabilmente molti gestori a verificare lo stato degli impianti e, se necessario, ad accelerare gli interventi di adeguamento. Per molte strutture si tratterà soprattutto di certificare la conformità dei sistemi di aspirazione, evitando il rischio di sospensioni proprio nei mesi di maggiore affluenza. In una regione dove il turismo estivo continua a crescere e dove piscine e parchi acquatici rappresentano un servizio importante sia per i residenti sia per i visitatori, la sicurezza diventa quindi anche un elemento di qualità dell’offerta e di tutela delle attività economiche.

Gli esperti ricordano che i moderni sistemi di aspirazione sono progettati per evitare il rischio di intrappolamento attraverso griglie certificate, più punti di aspirazione e dispositivi che limitano la depressione dell’acqua. Si tratta di accorgimenti tecnici spesso invisibili agli utenti ma fondamentali per prevenire incidenti che, seppur rari, possono avere conseguenze gravissime.

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