Castanogli, primario di Chirurgia dell'ospedale di Spoleto

Da otto a tre chirurghi e all’ospedale di Spoleto ora rischia di fermarsi anche la chirurgia programmata, dopo che quella di urgenza non è mai stata ripristinata nell’era post Covid del nosocomio. Ad alzare la voce sull’attività a singhiozzo del blocco operatorio è la Andrea Russo, della Uil, che parla di un «futuro sempre più buio per il San Matteo degli Infermi», considerandolo il nosocomio «capofila del progressivo smantellamento della sanità pubblica, sempre più precaria, meno organizzata e meno attrattiva per i professionisti».

«Spoleto simbolo dello smantellamento della sanità pubblica» Le ultime nubi sull’ospedale di Spoleto si addensano su Chirurgia anche a causa di un ordine di servizio del direttore generale della Usl 2, Massimo De Fino, che «sembra fare – dice Russo – il gioco delle tre carte, trasferendo chirurghi in altre sedi e decretando la fine dell’attività operatoria a Spoleto». In particolare, il provvedimento del dg riguarda un chirurgo di Spoleto e un altro di Foligno: al San Matteo degli Infermi il reparto guidato da Giampaolo Castagnoli era già in sofferenza, a causa di un organico dimezzato, avendo a disposizione quattro degli otto medici previsti, che ora sono stati ridotti a tre più il primario; al San Giovanni Battista di Foligno, invece, la dotazione dovrebbe essere di undici chirurghi più il primario, ma ora si è scivolati a otto. Calcolatrice alla mano, Russo evidenzia che a Spoleto c’è una «scopertura superiore al 60 per cento, mentre a Foligno del 27 per cento», e per questo «la Uil lancia l’ennesimo grido d’allarme, confidando che la sensibilità dei sindaci di questo territorio li porti a far sentire forte e all’unisono la voce dei propri concittadini. Auspichiamo – è lo sprone del sindacato – che gli amministratori si esprimano con chiarezza contro lo smantellamento della sanità pubblica che è in corso e, nello specifico, dell’ulteriore depotenziamento della chirurgia spoletina e, quindi, contro il costante depauperamento di questo territorio, affinché venga garantito, sempre, ovunque e per tutti, il diritto alla salute».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.